Edoardo Caporaletti

Studia presso la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala dove si diploma nel 2013. Lo stesso anno entra nel Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Prende parte alle produzioni della Compagnia fra le quali i titoli di Rudolf Nureyev Il lago dei cigni (Spagnoli e solisti valzer), Don Chisciotte (Re degli Zingari) La Bella addormentata nel bosco (uno dei Quattro Principi), La bayadère (lo Schiavo e pas d’action); di Kenneth MacMillan Romeo e Giulietta (Lord Capuleti) e L’histoire de Manon (tre gentiluomini); di George Balanchine: Jewels (coppie soliste di Emeralds), Sogno di una notte di mezza estate, Lo schiaccianoci (Re dei Topi), Symphony in C (secondo movimento), John Cranko (Principe Gremin in Onegin) e John Neumeier (Monsieur Duval in La Dame aux camélias. Danza anche in Giselle (Yvette Chauviré), in La Bella addormentata nel bosco e Il lago dei cigni (danza spagnola) di Alexei Ratmansky, Lo schiaccianoci di Nacho Duato (il Re dei Topi, Drosselmeier); Cinderella e Progetto Haendel di Mauro Bigonzetti, Boléro di Maurice Béjart (quattro uomini); Woolf Works di Wayne McGregor; Kammerballett di Hans van Manen, Movements to Stravinsky di András Lukács, Birds walking on water di Natalia Horecna, Le Corsaire di Manuel Legris (Pascià Seyd). Per il Trittico Balanchine/Robbins interpreta “First Man” in The Concert di Jerome Robbins. Danza nel ruolo della Morte nella Carmen di Patrick de Bana ed è il Capo dei troll in Peer Gynt di Edward Clug. Per il debutto scaligero di Paquita di Pierre Lacotte è interprete del ruolo del Conte d’Hervilly Nel trittico Lander/Kylián/Béjart danza Petite Mort di Jiří Kylián e tra i quattro uomini di Boléro. Ne La Bella addormentata nel bosco di Rudolf Nureyev, titolo inaugurale della Stagione 2025-2026 danza tra i Quattro Principi e tra i Cavalieri, e interpreta anche il ruolo del Duca. Nel corso delle recite di Don Chisciotte di Rudolf Nureyev all’NCPA di Pechino debutta nel ruolo di Don Chisciotte. Nel Trittico McGregor/Maillot/Naharin prende parte a Minus 16 (Ohad Naharin).














