Lo schiaccianoci

Per le persone con disabilità uditiva
Sabato 11 gennaio 2025, ore 20 - Visita al palcoscenico ore 18

Per le persone con disabilità visiva
Domenica 12 gennaio 2025 , ore 20 - Visita al palcoscenico ore 18

 

Introduzione al balletto

LIS

“Lo schiaccianoci” è un balletto in due atti su musica di Piotr Illic Cajkovskij, tratto dal racconto “Schiaccianoci e il Re dei Topi” del 1816 di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Il balletto fu ideato da Marius Petipa, maître principale e coreografo dei Teatri Imperiali a San Pietroburgo, che trasse ispirazione dalla revisione del racconto scritto da Alexandre Dumas padre. Il debutto avvenne nel 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Petipà, malato, affidò la coreografia al suo assistente Lev Ivanov. “Lo schiaccianoci” appartiene al genere ballet-féerie ossia balletto fatato. Marius Petipa concepiva il balletto come un divertissement più che come un’arte drammatica, ma Ciajkovskij, con la sua sensibilità, aveva intuito la funzione nuova che il balletto avrebbe occupato tra le arti, cioè quella di rifugio da tempi turbolenti, incerti e volgari, un modo per recuperare perduti ideali di bellezza e nobiltà, e per mascherare il senso tragico della fine di un’epoca impreziosendone il ricordo: una raffinata evasione come alternativa alla disperazione. Lo spettacolo che viene messo in scena oggi è rappresentato in Scala dal 1968 nella versione del ballerino e coreografo russo Rudolf Nureyev che, fino al 1987, ha sempre danzato in Scala il ruolo del personaggio principale. “Lo Schiaccianoci” fu un balletto a lui molto caro che ha reinterpretato molte volte nel corso della sua carriera. Nel 1967 creò la sua prima versione del balletto per il Royal Swedish Ballet. La sua versione di "Lo schiaccianoci" si evolse costantemente negli anni, fino all’allestimento finale a Parigi nel 1985. La produzione di "Lo schiaccianoci" di Nureyev rimane una delle sue creazioni più longeve e amate.

 

Compositore: Piotr Illic Cajkovskij

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Nacque a Votkinsk, sui monti Urali nel 1840. La sua spiccata propensione musicale si manifestò precocemente e già all’età di quattro anni incominciò a prendere lezioni di pianoforte. Nonostante le spiccate doti musicali fu fatto preparare dai genitori per l’ammissione alla Scuola Imperiale di Giurisprudenza di San Pietroburgo. Dopo il diploma decise di lavorare presso il Ministero della Giustizia. L’estate del 1861 quando aveva 21 anni, segnò un cambiamento decisivo: compì il primo dei molti viaggi all’estero che costelleranno la sua vita. Al rientro si licenzierà dal Ministero e frequenterà il neonato Conservatorio di San Pietroburgo. Gli anni Settanta segnano un’intensa fase di composizione per il teatro musicale. Forse suggestionato dalla sua nuova opera tratta dall’Evgenij Onegin di Puskin, nel 1877 decise di sposarsi ma il matrimonio fallì nel giro di poche settimane. Sempre nello stesso anno entrò in contatto con la ricca mecenate Nadezna von Meck con la quale instaura un fittissimo rapporto epistolare e il cui supporto economico gli consentirà di lasciare la cattedra in Conservatorio per dedicarsi completamente alla composizione. A partire dalla fine degli anni Ottanta intensifica l’attività di direttore d’orchestra compiendo la sua prima tournee in Europa e successivamente anche negli Stati Uniti. Sue sono le musiche di tre dei maggiori balletti del periodo tardo-romantico: “Lago dei cigni” del 1877, “La Bella Addormentata” del 1890 e “Lo schiaccianoci” del 1892. Colpito da colera o forse suicida, le cause della morte sono tuttora oscure, morì a San Pietroburgo nel 1893 a 53 anni.

 

Coreografo: Rudolf Nureyev

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Rudolf Nureyev, nato il 17 marzo 1938 in Unione Sovietica, è stato una figura chiave nel mondo della danza. Interprete straordinario dotato di un talento selvaggio e carismatico, ha rivoluzionato i ruoli maschili del repertorio classico-accademico ottocentesco dando loro uno spessore virtuosistico e psicologico che ha fatto storia, ma anche non ha esitato a sperimentarsi nelle novità della danza del Novecento. Come coreografo ha avuto la capacità di trasmettere all’Occidente la grande tradizione del balletto classico russo rinnovandola con spirito moderno.
Studiò all’Accademia Vaganova, la scuola del Balletto del Kirov di Leningrado, oggi Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, dimostrando da subito un’eccezionale presenza scenica e una tecnica ineguagliabile. Il debutto con “Lo schiaccianoci" avvenne nel 1958 alla fine del suo percorso di studi con Aleksander Puškin, maestro di pregio, determinante nella sua formazione. Entrato a far parte del Balletto del Teatro Kirov, Nureyev ebbe modo di esibirsi oltre che a Leningrado in tutta l’Unione Sovietica, diventando ben presto uno dei ballerini più noti del Paese. Nel 1961, durante una attesissima tournée del Kirov in Occidente, Nureyev conquistò letteralmente il pubblico dell’Opéra di Parigi e, nonostante fosse controllato a vista dal KGB, riuscì a incontrare in più occasioni artisti occidentali. Il Kirov lo voleva a Mosca prima della tappa londinese della tournée, con la scusa di un Gala al Cremlino: ma Nureyev scelse di chiedere protezione e asilo politico alla Francia, rimanendo in Occidente. Con il suo carisma e la tecnica impeccabile, conquistò le scene internazionali, collaborando con artisti come Margot Fonteyn e rielaborando audacemente coreografie classiche. Nel 1983 fu nominato direttore del Balletto dell'Opéra di Parigi. Morì il 6 gennaio 1993, lasciando un'impronta indelebile nella storia della danza.

 

Note di Regia

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Rudolf Nureyev rielabora con genialità la storia originale dello Schiaccianoci ridisegnando su sé stesso il ruolo principale maschile del balletto. Decide di interpretare non solo la parte del Principe Schiaccianoci, ma anche quella del Signor Drosselmeyer: un unico ballerino per accompagnare la protagonista Clara nel suo percorso di crescita. Ma c’è di più: nella versione originale del 1892, Clara (in Russia chiamata Maria) era interpretata da una bambina della Scuola di ballo che nel sogno, con il giovanissimo principe schiaccianoci, si avventurava nel mondo fatato del Regno dei Dolciumi. Nureyev rende più psicologica la fiaba: Clara è interpretata fin dalle prime scene da una prima ballerina che attraverso la danza scopre sé stessa insieme al suo amato Principe.
Drosselmeyer diventa così un personaggio affascinante con mantello e benda sull’occhio, adorato da tutti i ragazzini presenti alla festa e soprattutto da Clara a cui dona il giocattolo schiaccianoci. Nel sogno di Clara il giocattolo di legno prima si anima e poi si trasforma in un Principe al quale Clara, con la stessa fiducia con la quale ha sempre guardato a Drosselmeyer, si affida e che la guida nel suo cammino di crescita sottolineato da passi a due sempre più complessi, simbolo del viaggio onirico di Clara dall’infanzia all’età adulta.

 

Trama

Atto Primo

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È la Vigilia di Natale. Il sindaco Stahlbaum dà una festa per i suoi amici e per i loro figli. I ragazzi si divertono e danzano in eccitata attesa dei regali. Il signor Drosselmeyer, vecchio amico di famiglia, arriva portando doni per i bambini e li intrattiene con giochi di prestigio. Clara, la sua prediletta, riceve uno schiaccianoci. Suo fratello Fritz per farle dispetto, glielo rompe, ma il signor Drosselmeyer provvede ad aggiustarlo. Arrivano i parenti e si uniscono alle danze, quindi Clara, stanca dopo i giochi e i balli, si addormenta su una poltrona e incomincia a sognare. La sala e l’albero di Natale assumono proporzioni enormi. Una frotta di topi cerca di impadronirsi dei giocattoli. Clara temendo per il suo Schiaccianoci scaglia contro i topi le sue bambole. Lo Schiaccianoci prende vita per venire in aiuto di Clara e al comando dei suoi soldati si unisce alla fanciulla nella battaglia contro i topi. Durante la battaglia i topi, incitati dall’orrido Re Topo, riescono a sopraffare sia i marinai che la cavalleria e anche i soldatini ma lo Schiaccianoci sguainata la sua sciabola sconfigge, infilzandolo, il re Topo. Dopo la sua vittoria lo Schiaccianoci si trasmuta in un bellissimo Principe con il quale Clara danza in un giardino presto ricoperto dalla neve.

Atto Secondo

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Clara e il Principe danzano nel giardino innevato ma presto il sogno di Clara la riporta nella sua casa piena di pipistrelli. Clara è terrorizzata dai pipistrelli, ma, quando il Principe interviene a rincuorarla e proteggerla, si accorge che altro non sono che la sua famiglia e i suoi amici, così trasfigurati dal suo incubo. Il soggiorno si trasforma quindi nel teatro-giocattolo di Clara, dove genitori e parenti in meravigliosi costumi ballano per la giovane danze dal profumo spagnolo, arabo, cinese, russo, francese in un’atmosfera di felicità. Clara stessa assume le sembianze di una Principessa e danza con il suo Principe. Al risveglio il ricevimento di Natale è concluso; gli ospiti, e tra loro il Signor Drosselmeyer, si stanno accomiatando dai signori Stahlbaum. Clara affascinata dal ricordo delle sue avventure insegue fin fuori casa il misterioso Signor Drosselmeyer che sparisce nel buio della notte.