Carmen
Per le persone con disabilità uditiva
Giovedì 18 giugno 2026, ore 20 - Visita al palcoscenico ore 18
Per le persone con disabilità visiva
Giovedì 25 giugno 2026, ore 20 - Visita al palcoscenico ore 18
Introduzione all’opera
Ambientata in una provincia spagnola segnata dal caldo, dalla fatica e da forti tensioni, Carmen mette al centro una donna che rivendica una libertà assoluta. Il rapporto con Don José nasce come attrazione e si trasforma lentamente in ossessione. Inizialmente legato a un mondo di regole e dovere, il giovane resta affascinato dall’universo libero e irregolare di Carmen, fino a un esito tragico.
Composta da Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, tratto dalla novella di Prosper Mérimée, l’opera debuttò il 3 marzo 1875 all’Opéra-Comique di Parigi. Si trattava di un teatro tradizionalmente dedicato a opere leggere, con dialoghi parlati e rivolte a un pubblico familiare. Proprio in questo contesto, la scelta di Bizet risultò particolarmente dirompente: Carmen presenta infatti personaggi realistici, una protagonista femminile non conforme, e un intreccio segnato da desiderio, violenza e morte.
Bizet morì pochi mesi dopo il debutto, senza vedere il successo dell’opera. Negli anni successivi, Carmen divenne uno dei titoli più celebri del repertorio lirico, apprezzato per la forza teatrale e l’intensità della scrittura musicale. Ancora oggi il personaggio di Carmen continua a suscitare fascino e inquietudine, mettendo in discussione modelli e aspettative legati alla figura femminile.
Il compositore
Georges Bizet (1838–1875) è tra i protagonisti della musica francese dell’Ottocento. Ammesso al Conservatorio di Parigi a soli nove anni, si distingue precocemente per il talento compositivo e la capacità di coniugare rigore formale e immediatezza espressiva.
Prima di Carmen, firma opere come Les pêcheurs de perles (1863) e La jolie fille de Perth (1867). Con Carmen raggiunge una sintesi nuova: una scrittura musicale capace di unire il lirismo francese a una forte tensione teatrale.
Bizet non poté assistere al successo della sua opera: morì pochi mesi dopo la prima rappresentazione, a trentasei anni.
Regia e scene
Nell’allestimento di Damiano Michieletto, Carmen prende forma in uno spazio dominato dal caldo e da una fisicità costante, quasi oppressiva. La vicenda è ambientata nei paesaggi aridi di una provincia spagnola degli anni Settanta del Novecento. Un grande terreno di terra battuta, interrotto solo da sterpaglie, accoglie di volta in volta i diversi luoghi dell’azione — una stazione di polizia, un bar notturno — mantenendo però una forte unità visiva.
Il centro del palcoscenico può ruotare, così che i vari edifici possano essere agiti e visti sia all'esterno che all'interno. In questo contesto realistico e quasi cinematografico, le relazioni si sviluppano senza mediazioni. Carmen emerge come una figura netta: non conosce compromessi. La sua libertà intransigente, la rende al tempo stesso affascinante e profondamente sola.
Un’altra presenza attraversa l’intera vicenda: la madre di Don José. Assente nel libretto originale, la madre di Don José viene posta dal regista fin dall’inizio al centro dell’azione. È lei ad aprire lo spettacolo. Vestita di nero, con mantilla di pizzo, entra più volte nella storia, sia come presenza concreta sia come richiamo simbolico a ordine, norma e controllo. Don José resta così sospeso tra due poli inconciliabili — da un lato l’attrazione per Carmen, dall’altro il legame con un mondo regolato e familiare.
L’impianto scenico delimita uno spazio essenziale, segnato da elementi quotidiani e riconoscibili, in cui il calore e la dimensione fisica diventano parte integrante della narrazione.
Costumi
I costumi di Carla Teti riflettono l’ambientazione degli anni Settanta, attraverso una palette di toni caldi. Anche blu e grigi assumono sfumature terrose, tra marroni e arancioni. Le fantasie e le righe animano i tessuti, mentre l’eccentricità emerge soprattutto nei gruppi degli zingari e dei contrabbandieri, o nei momenti di festa come la corrida.
I costumi contribuiscono a definire un contesto contemporaneo e concreto, sottolineando le differenze tra i personaggi: da un lato la dimensione più ordinata e normativa, dall’altro una sfera più libera, istintiva e irregolare. In questo equilibrio tra realismo e stilizzazione, lo spazio scenico diventa luogo di tensione continua, in cui ogni gesto assume un valore immediatamente leggibile.
Sinossi
Sotto il sole di una piccola città mediterranea prende vita Carmen di Georges Bizet: un racconto di passione, desiderio e destino, attraversato dai ritmi della musica e della danza di ispirazione spagnola.
Carmen è una donna libera, che rifiuta ogni vincolo. Quando seduce Don José, giovane brigadiere, lui abbandona la propria vita per seguirla in un mondo fatto di contrabbando e fuga. Ma presto l’amore si trasforma in gelosia e ossessione.
Carmen rivolge allora il proprio interesse verso Escamillo, il celebre torero, mentre Don José precipita lentamente verso un tragico finale.
Atti
Atto Primo
Una piazza.
Nella luce calda di mezzogiorno, la vita del paese scorre lenta. Gli uomini osservano, attendono; le operaie escono dalla fabbrica per la pausa. Tra loro appare Carmen: il suo canto, libero e provocatorio, cattura subito l’attenzione di Don José.
L’arrivo di Micaela, messaggera della madre di Don José, richiama per un istante il giovane a un mondo diverso, fatto di dovere e affetti familiari. Ma l’equilibrio si spezza quando scoppia una lite tra Carmen e un’altra operaia: Carmen viene arrestata e affidata alla custodia di Don José. Rimasti soli, lei lo seduce e lo convince a lasciarla fuggire.
Atto Secondo
Nella taverna di Lillas Pastià.
Un mese più tardi, in un vivace locale notturno frequentato da contrabbandieri, Carmen attende il ritorno di Don José, appena uscito di prigione per averla aiutata. L’atmosfera si anima con l’arrivo di Escamillo, che racconta il fascino e il rischio dell’arena. Tra il Torero e Carmen nasce immediatamente un’intesa. Quando Don José finalmente arriva, il loro incontro è presto messo alla prova: il richiamo alla caserma lo costringe a scegliere tra il dovere e Carmen. Lei lo provoca, sfidando il suo coraggio. José, travolto dal sentimento, le giura amore. L’irruzione del superiore Zuniga scatena un violento confronto: Don José, accecato dalla gelosia, lo aggredisce. I contrabbandieri intervengono e lo trascinano con sé.
Atto Terzo
Luogo selvaggio e remoto.
Nel rifugio dei contrabbandieri, l’armonia si è ormai dissolta. Carmen e Don José si affrontano in un continuo conflitto. Durante una lettura dei tarocchi, il destino si rivela implacabile: per Carmen le carte annunciano la morte. Escamillo arriva e invita Carmen alla sua prossima corrida. La tensione si riaccende e nasce uno scontro con Don José. Intanto Micaela giunge con una notizia urgente: la madre di José è morente. Egli parte, ma non senza preannunciare un ritorno.
Atto Quarto
Una piazza in prossimità dell’Arena.
Davanti all’arena, tra folla festante e attesa, Escamillo si prepara al combattimento, accompagnato da Carmen. Ma nell’ombra si aggira Don José. Il loro ultimo incontro è inevitabile. Alla libertà rivendicata da Carmen si oppone ormai una passione divenuta ossessione: il confronto tra i due conduce a un esito violento e definitivo.