Prima delle prime - Don Chisciotte
Ridotto dei palchi “A. Toscanini” Teatro alla Scala con Amici della Scala Ingresso libero fino a esaurimento posti |
Elisa Vaccarino
"L’hidalgo innamorato e il barbiere astuto"
(con video)
Dal 2 al 16 luglio torna alla Scala uno dei titoli più rappresentativi del repertorio del suo Corpo di Ballo, il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, cavallo di battaglia della Compagnia fin dal 1980, quando il celebre balletto entrò in repertorio proprio con Nureyev protagonista accanto a Carla Fracci. Da allora, questo balletto è diventato a tutti gli effetti patrimonio della Scala, dei suoi danzatori e delle platee internazionali in cui è stato presentato negli anni. È infatti del gennaio 2026 la più recente messa in scena in Cina, sul palcoscenico dell’NCPA di Pechino dove non era mai stato presentato finora, mentre risale al luglio 2018 l’ultima serie di rappresentazioni sul palcoscenico del Piermarini. A distanza di otto anni, il Corpo di Ballo scaligero saluta il suo pubblico prima della pausa estiva proprio con questo titolo che, con la sua frizzante energia e con i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, trasporterà il pubblico con freschezza, allegria e ricchezza coreografica in una serata di danza scintillante, tra divertenti ruoli comprimari e virtuosistici ruoli principali.
“Don Chisciotte era inevitabile per un ballerino dal temperamento di fuoco come Rudolf Nureyev - commenta Elisa Guzzo Vaccarino, che introduce il balletto nell’incontro dal titolo L’hidalgo innamorato e il barbiere astuto - capace di fuggire a Parigi, con l’aiuto di Pierre Lacotte, lasciando la sua casa madre, l’allora Kirov di Leningrado, dove aveva imparato tutto ciò che ne farà la stella più famosa del secondo Novecento. Due anni dopo il debutto nel ruolo principale e un lustro dopo la fuga, Nureyev crea, da apolide, la sua coreografia d’après la scuola russa doc di Petipa-Gorsky, a Vienna, in quell’Austria di cui diventerà poi cittadino nel 1982, con l’aiuto di Herbert von Karajan. Il suo barbiere astuto, Basilio, il vero protagonista del balletto, ne riflette tutto il temperamento; al debutto in repertorio alla Scala, nel 1980, Nureyev brillò di bravura accanto alla nostra Carla Fracci-Kitri.
Da allora questo Don Chisciotte è tornato costantemente al Piermarini, ma anche agli Arcimboldi, e gira il mondo dalla Spagna al Giappone, dall’Australia alla Cina, come biglietto da visita a tutto campo del valoroso balletto della Scala, cuore d’Europa. La vicenda del nobile eroe di Cervantes, l’hidalgo preso di amor cortese per Dulcinea, che gli appare nell’atto bianco delle Driadi e pronubo del matrimonio di Kitri con il plebeo Basilio a dispetto del padre di lei, offre le delizie dei momenti di carattere e di quelli accademici, dei toreri e degli zingari, delle bailaoras e dei mulini a vento: una grande festa della danza”.
Laureata in filosofia, formata alla danza accademica e contemporanea, Elisa Guzzo Vaccarino si occupa di balletto e di danza da decenni su quotidiani “QN”, periodici e riviste, “Ballet2000”, “Classic Voice”, “Fyinpaper”; firma saggi per Fondazioni Liriche e teatri, per booklet di DVD, cataloghi d’arte; collabora con la Biennale Danza, ASAC di Venezia (expo Iconoclasts), ERT; dall’87 al 97 consulente di Torino Danza, ha pubblicato libri su Béjart, Kylián, Bausch, Balanchine, Cunningham, Forsythe, la danza futurista e quella globalizzata, Cuba e il tango; ha realizzato programmi sui canali satellitari culturali (Tele+3, Rai Sat Show, Rai 5) e mostre come La Danza delle Avanguardie al MART di Rovereto-Trento. Ha insegnato Storia ed Estetica della Danza all’Università, in Italia e all’estero, e alla scuola di ballo della Scala.
