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PRIMA DELLE PRIME - TRITTICO LANDER / KYLIÁN / BÉJART

Date
Ore 18:00
Incontri

Prima delle prime - Trittico Lander / Kylián / Béjart

11 settembre 2025

Ridotto dei palchi “A. Toscanini”

Teatro alla Scala con Amici della Scala

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Antonella Poli
Sensualità contemporanee e virtuosismi classici
(con video)

Dal 22 settembre al 3 ottobre un trittico di capolavori, di diverse epoche del Novecento, in omaggio all’arte della danza e ai danzatori, che sublimano il loro impegno quotidiano nelle emozioni dei balletti che riportano in vita, entrando nel linguaggio e nella creatività dei grandi Maestri e nella loro originalità stilistica. Simbolo ne è Études di Harald Lander, che torna alla Scala dopo oltre vent’anni, raffinata rappresentazione del lavoro dei danzatori dai difficili anni di formazione verso la perfetta fusione di arte e tecnica. Quella che viene esaltata anche nel gioiello coreografico di Jiří Kylián Petite Mort, su due tra i concerti più belli e famosi di Mozart, e nella trascinante intensità del balletto-icona di Béjart sul Boléro di Ravel. Antonella Poli entra nello specifico dei tre lavori seguendo il loro percorso, che dal virtuosismo classico porta verso una sensualità tutta contemporanea. Études “un balletto sul balletto”, ode alla danza, creato da Harald Lander nel 1948, onora la tecnica classica e il lavoro necessario per raggiungere la perfezione, ma mostra anche come questa non sia sufficiente, perché l’arte della danza deve unire anima e tecnica. Tra i lavori più emblematici di Jiří Kylián, Petite Mort (1991); qui vita e morte, sensualità e erotismo restano indissociabili, con una genialità creativa che fa apparire i danzatori come creature spirituali animate dalla delicatezza della loro gestualità. Dal 1961 Boléro di Maurice Béjart resta una delle opere che hanno marcato il ventesimo secolo per il suo carattere che coniuga le dimensioni sacre, mitiche e sensuali, che esalta in maniera diretta attraverso una coreografia che valorizza la ripetizione in crescendo del ritmo, nell’originalità della costruzione in quattro tempi sulla musica basata su un ritmo ternario; intensa sinergia tra gesti, musica, immagini e simboli che rappresentano il nucleo dell’opera, riconducendo lo spettatore all’interazione tra ritmo e mito attraverso il “cerchio magico” che la tavola del Boléro rappresenta.

Antonella Poli, critico di danza, PhD in Scienze del Movimento Umano presso l’Université Paris Cité, membro dell’Association des chercheurs en danse e della Société Francophone de Phénoménologie. É stata vicepresidente del Syndicat Professionnel de la Critique Théâtre, Musique et Danse organizzando le Conversations Critiques du Syndicat a cui partecipa tutt’oggi nel Comitato esecutivo. Collabora con la rivista on line Chroniquesdedanse, e ha scritto saggi per i programmi di sala del Teatro alla Scala e dell’Opéra national di Parigi. Nel 2026 sarà pubblicato il suo libro Danse et phénoménologie: un dialogue vivant (Ed. L’Harmattan)