Prima delle prime - Il lago dei cigni
Ridotto dei palchi “A. Toscanini” Teatro alla Scala con Amici della Scala Ingresso libero fino a esaurimento posti |
Leonetta Bentivoglio
Dicotomie tra flutti lacustri
(con video)
Con il ritorno del Lago di Rudolf Nureyev, dal 7 al 18 luglio, il Corpo di Ballo scaligero saluta il suo pubblico prima della pausa estiva, riportando in scena, a due anni dalla più recente ripresa, quel balletto che giunse alla Scala per la prima volta nel 1990 con lo stesso coreografo nel ruolo ambiguo e speculare di Wolfgang/Rothbart. Ma nella lettura di Rudolf Nureyev al centro di tutte le linee drammaturgiche è Siegfried, principe romantico dall’animo malinconico e meditativo. L’incontro metterà dunque in risalto proprio le peculiarità della coreografia di Nureyev, coi suoi aspetti profondamente introspettivi e la sua valorizzazione del ruolo di Siegfried, che assume un peso pari a quello di Odette, la principessa-cigno. Come commenta Leonetta Bentivoglio, “pur mantenendo la struttura narrativa del balletto costruito da Petipa e da Ivanov sulla musica di Čajkovskij, Nureyev plasma un proprio Lago personale, tragico e dolente. Offre una prospettiva assai più intima rispetto ad altre versioni, evocando dimensioni autobiografiche. I rapporti di natura speculare che intercorrono tra i personaggi dimostrano la consapevolezza psicoanalitica del coreografo, confermata ulteriormente dalla chiave onirica che pervade il tutto. La modernità della visione di Nureyev si riflette anche in un taglio che imprime un’intensità particolare alle candide linee dei cigni organizzate da Ivanov, le cui figure di astrazione geometrica avrebbero influito sugli sviluppi del neoclassicismo nel ventesimo secolo”.
Scrittrice, giornalista musicale e storico della danza, Leonetta Bentivoglio lavora dagli anni Ottanta per le pagine di Cultura e Spettacoli di Repubblica. Tra i suoi libri, La danza contemporanea (Longanesi, 1985) e Il teatro di Pina Bausch (Ubulibri, 1985 e 1991 in una seconda edizione ampliata). Nel 2013 esce per Castelvecchi una sua raccolta di incontri con i massimi interpreti verdiani del nostro tempo, Il mio Verdi. Nel 2014, per Feltrinelli, firma con Lidia Bramani E Susanna non vien – Amore e sesso in Mozart. Risale al 2015 Una santa sui pattini a rotelle, ancora su Pina Bausch, edito da Clichy, sigla con cui, nel 2017, pubblica anche Il lamento della regina, sulla poetessa Sylvia Plath. Il suo ultimo libro è Una chiara confusione, sull’opera della poetessa Patrizia Cavalli (Clichy, marzo 2025).
