La Scala a New York

Grazie all’impegno della presidente della Teatro alla Scala Association of America, la Scala approda a New York. Il gala del 1° novembre al New York Historical unisce fundraising e passione
Milena Adamian

Luoghi simbolo per un dialogo tra culture e forme d’arte. Il Teatro alla Scala e il New York Historical si incontrano per promuovere tra i giovani l’opera lirica e tutte le discipline artistiche legate al teatro. L’istituzione museale newyorkese ospita il 1° novembre prossimo un evento esclusivo: la terza edizione dell’Annual Benefit “For the Young By the Young”, serata fundraising organizzata dalla Teatro alla Scala Association of America (TASAA), organizzazione non profit nata nel giugno 2023 con lo scopo di sostenere i giovani artisti dell’Accademia scaligera, supportare nuove produzioni operistiche o di balletto sia con giovani interpreti sia quelle espressamente pensate per l’infanzia. Far sì che l’immenso patrimonio musicale e culturale del Piermarini diventi legacy per le future generazioni.

Progetto complesso e affascinante che ha in Milena Adamian Sheynkman la Presidente dell’Associazione, nonché l’instancabile motore propulsore. “Quando con mio marito, nato in una famiglia di musicisti professionisti, ci siamo trasferiti a Milano da New York, il nostro primo pensiero è andato alla Scala. Un luogo da sempre a noi caro, un tempio dove nei secoli è nata la grande musica. Penso a Bellini e Verdi, mie grandi passioni che identifico con due titoli monstre: Norma e Nabucco; il palcoscenico dove si sono esibiti artisti eccezionali come Luciano Pavarotti a cui da sempre sono stata legata. Ci siamo detti: come possiamo trasformare questo nostro profondo amore per questa istituzione in un dono concreto? Fare qualcosa che vada al di là di una donazione in denaro o di un lascito dopo la nostra scomparsa? La risposta è stata: raccogliere fondi da privati, come avviene da sempre negli Stati Uniti, ma con un progetto e uno scopo precisi: sostenere produzioni liriche fatte da giovani, la loro formazione, supportare la crescita e lo sviluppo del pubblico di domani”.

GB Così è nata la Teatro alla Scala Association of America (TASAA).

MAS Abbiamo pensato a un approccio che definisco di “filantropia attiva”. Ne parlai con l’allora Sovrintendente Dominique Meyer. Fu entusiasta di questa mia idea di utilizzare il modello americano di fundraising privato, andando oltre la raccolta fondi fine a se stessa. L’interesse e la disponibilità negli Stati Uniti sapevo esistevano già. Con Francesca Agus, responsabile della Direzione Marketing del Teatro, abbiamo iniziato a costruire le basi. La mia meta era creare una vera community in grado di unire in maniera trasversale generazioni differenti. Coinvolgere tutti questi appassionati d’oltreoceano facendoli sentire parte di un universo. Di un mondo magico rappresentato dal palcoscenico della Scala, dove tutto può accadere e materializzarsi.

GB Il fuoco sacro per l’arte e la musica sono parte della sua vita. La sua formazione, però, in realtà non è artistica. Vent’anni di carriera nel settore sanitario operando in cardiologia, fino al master in Ricerca clinica/Biostatistica presso la Columbia University, senza dimenticare il solido bagaglio di competenze legato alle start-up e all’imprenditorialità in diversi settori.

MAS Il mio lavoro nel settore medico imprenditoriale e la musica possono dialogare perfettamente. Questo progetto ne è la conferma. La mia esperienza legata ai mercati, pubblico e privato, mi ha subito suggerito le soluzioni più efficaci per questa filantropia attiva. Del resto, cosa c’è di più salutare della musica, una medicina per l’anima. Da nutrire e tutelare come il nostro corpo. Ne è l’imprescindibile sostegno.

GB Questa terza edizione del Benefit Gala segna una svolta rispetto alle precedenti. A partire dalla sede, un “cambio di indirizzo” significativo.

MAS Le prime due edizioni si sono svolte sempre a New York, ma a Casa Cipriani Downtown nel cuore del Financial District. L’avevamo scelta con il Sovrintendente Meyer, pensando a una cornice fortemente legata all’italianità. Ma volevamo anche testare la risposta del pubblico newyorkese. Nella Grande Mela c’è una storica tradizione di serate come questa. La Scala certo è un simbolo, e negli Stati Uniti è considerata un mito. Restava però sempre un debutto. Fu invece subito un successo. L’elemento di unicità che ha entusiasmato i partecipanti non è stato solo essere a contatto diretto con gli artisti, ma comprendere cosa accade dietro il sipario prima di andare in scena. Come nasce uno spettacolo. Un esempio: la masterclass di balletto dello scorso anno condotta da Manuel Legris, l’allora Direttore del Corpo di Ballo scaligero, ha infiammato la platea. Ora il testimone passa al New York Historical, un simbolo americano.

GB Perché è un luogo così speciale?

MAS La Scala è custode nel mondo di una plurisecolare tradizione artistica. Viene inaugurata nel 1778. Quasi subito dopo, nel 1804, nasce il New York Historical. I suoi spazi museali raccolgono quattro secoli di storia americana. Tramite perfetto per raccontare al mondo la storia di questa nazione, ma anche i cambiamenti profondi, culturali e sociali, che hanno poi coinvolto il mondo. Un luogo di cultura affacciato su Central Park West e non lontano dai musei più prestigiosi. Ha anche l’unicità di ospitare al suo interno un vero auditorium. Un luogo perfetto.

GB Auditorium significa palcoscenico. Cosa vi accadrà sopra?

MAS Il rapporto diretto con gli artisti e il coinvolgimento del pubblico saranno ancora più forti. Riflettori puntati sulla figura del direttore d’orchestra: il suo rapporto con la partitura, ma anche i complessi equilibri da trovare con gli strumentisti in buca, il cast e la regia. Un viaggio alla scoperta di questo sfaccettato universo: protagonista la brillante bacchetta di Daniele Rustioni al centro di un talk condotto da Paolo Gavazzeni, il coordinatore della Direzione Artistica scaligera, articolato tra intervista e masterclass con cantanti accompagnati al pianoforte. Chiuderà la serata un altro atteso incontro, quello con Fortunato Ortombina, il Sovrintendente scaligero. Dalla sua voce, e attraverso la sua cultura intrisa di una passione che infiamma, verrà illustrata la nuova Stagione al pubblico americano.

GB Dall’entusiasmo con cui descrive questo evento si intuisce la profonda soddisfazione di aver raggiunto già un primo e ottimo traguardo.

MAS Nel giro di due anni abbiamo toccato gli 80 sostenitori: eravamo partiti da 5. Tra questi vorrei ricordare il nostro primo membro onorario, purtroppo recentemente scomparso: Giorgio Armani. Ha creduto subito nel progetto. Nella moda come nello stile italiano è stato un riferimento unico. Ha condiviso sin dall’inizio questa sua unicità con la Scala. C’è anche un altro dato. Il numero dei partecipanti al Gala è cresciuto del doppio rispetto alla prima edizione: quest’anno è già arrivato a quasi 200 partecipanti. Tra questi molti giovani, accomunati da un enorme entusiasmo per la musica. Lo stesso, mi sento di dire, del pubblico delle celebri Lezioni con orchestra di Bernstein.

GB Si riferisce agli ormai storici Young People’s Concerts tenuti da Lenny Bernstein con la New York Philharmonic Orchestra per far scoprire la musica classica ai giovani?

MAS Se li ricorda? Meravigliosi. Questo è lo spirito che anima il nostro progetto. Comunicare, comunicare, entusiasmare, entusiasmare. Dati alla mano: La Scala in questi ultimi anni è riuscita a portare tra le sue mura un pubblico al di sotto dei 35 anni pari a ben il 35% del totale degli spettatori di ogni stagione. Questo potrebbe sembrare un traguardo. Invece lo viviamo come un punto di partenza per andare sempre oltre.

GB L’entusiasmo che vuole trasmettere si sente nella sua voce. E si percepisce che ha radici lontane.

MAS Quando negli anni Novanta ho vissuto per due anni con la mia famiglia a Yerevan, in Armenia, la musica per me ha rappresentato la salvezza. Non saprei usare altra espressione. In un Paese martoriato cercavamo di sopravvivere. Arte e cultura, come dicevo, sono nutrimento per l’anima. Una sera andai a un concerto sinfonico. Sul podio Loris Tjeknavorian, figura di spicco nel mondo musicale internazionale, un riferimento anche in Iran. Quel concerto fu un sollievo per l’anima. Mi diede forza ed energia. Un ricordo indelebile. Una sorta di colpo di fulmine.

GB Le è ancora capitato di provare sensazioni così forti?

MAS Quando a distanza di anni ho visto dirigere Emmanuel Tjeknavorian, il figlio di Loris, grande violinista e ora direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano. La prima volta che ci siamo incontrati mi è sembrato di tornare indietro nel tempo e di rivivere di nuovo quelle emozioni. Ecco, questo vorrei arrivasse ai giovani, a tutti in realtà, attraverso il lavoro della TASAA. Ogni Stagione a settembre sosteniamo una produzione operistica in cartellone a Milano, protagonisti i giovani dell’Accademia: nel 2024 è stata Il cappello di paglia di Firenze di Rota, mentre quest’anno è La Cenerentola di Rossini. A seguire cerchiamo di realizzare “micro-produzioni” di titoli operistici pensate espressamente per un pubblico giovanissimo tra i 5 e i 14 anni: nascono a Milano ma possono poi essere proposte ovunque, in Texas come in Ohio proprio per questa loro struttura. Da un lato offriamo la possibilità a giovani artisti di cimentarsi on stage, dall’altro vorremmo catturare il pubblico di domani. Proprio come faceva Bernstein con i suoi entusiasmanti concerti.

Gian Luca Bauzano
Giornalista e scrittore, firma del quotidiano Corriere della Sera e di 7, il suo settimanale, è esperto di musica e spettacolo, costume e moda. Su questi temi ha anche curato mostre internazionali