Danzare con Forsythe
In attesa di Serata William Forsythe-The Blake Works, testimonianze e fotografie ripercorrono l’incontro fra il Corpo di Ballo scaligero e l’universo creativo di William Forsythe. Un viaggio coreografico che ha trasformato il loro modo di vivere la danza

A coronamento del suo progetto di esplorazione nel tessuto musicale di James Blake, iniziato nel 2016, William Forsythe ha destinato nel 2023 proprio al Balletto scaligero la prima versione completa di questo lavoro, in una nuova e inedita serata. Dopo aver rappresentato nel corso delle passate Stagioni alcuni dei suoi più famosi pezzi storici, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala è dunque diventato parte del suo sviluppo creativo. Un lavoro di completa immersione nel suo mondo e nel suo stile che ha portato in scena le architetture coreografiche di William Forsythe in una suite di balletti costruiti sulle musiche del compositore britannico, ma anche uno stimolante incontro con le nuove generazioni di ballerini che hanno avuto la straordinaria opportunità di lavorare con il grande coreografo dalla creatività sempre in evoluzione. Prologue, The Barre Project e Blake Works I rappresenta un percorso indimenticabile per il pubblico che ha assistito agli spettacoli e per gli artisti che lo hanno portato in scena. Abbiamo raccolto le loro voci: saranno le loro testimonianze e una ampia galleria di foto di scena ad accompagnarci all’attesissimo ritorno di Serata William Forsythe-The Blake Works.
Il balletto classico con Forsythe si spinge oltre se stesso, fino a diventare pura architettura in movimento. Serata William Forsythe sarà una entusiasmante esplosione di pura energia e geometria!
Navrin Turnbull
Forsythe non è solo un coreografo leggendario, ma un artista straordinariamente sensibile, capace di connettersi profondamente con chi danza. Ho vissuto la sua visione fatta di ascolto e fiducia, uno spazio dove sentirsi liberi di esplorare. Mi ha dato la libertà di fare miei i suoi movimenti e mi ha sempre incoraggiata a godermi ogni momento, senza perdere il piacere del danzare. Spero che il pubblico possa percepire questa magia e lasciarsi trasportare dalla sua arte come è successo a me.
Maria Celeste Losa
Il grande Forsythe mi ha aiutato a riacquistare fiducia e credere nel mio corpo, per spingerci sempre un centimetro più in là rispetto a quello che pensiamo siano le nostre possibilità. E il risultato di questo lavoro ha portato tutti noi a divertirci nuovamente in scena. Spesso siamo così concentrati sull’esecuzione dei passi che ci dimentichiamo di vivere il momento del palcoscenico; la gioia nel danzare le coreografie di Forsythe si legge sui volti dei ballerini.
Domenico Di Cristo
Musica e movimento non hanno confini con Forsythe. La sua sensibilità e attenzione a ogni singolo ritmo rivelano una straordinaria musicalità, che si fa ancora più nitida e precisa in quei momenti che sembrano solo una pausa, un silenzio. E il suo movimento da semplici passi compone una coreografia complessa che raggiunge un’ipnotica velocità, capace di travolgere e magnetizzare il pubblico. Durante le prove invitava a sorprendere e spiazzare, per non permettere allo spettatore di prevedere il passo successivo. Con questa serata, chi danza esplora il significato di superare i propri limiti, mentre il ritmo cresce lentamente, impadronendosi sempre più del pubblico. E la vera sfida sarà riuscire a restare fermi e seduti!
Francesco Mascia
Incontrare William Forsythe in una fase così precoce del mio percorso è stato un vero privilegio, un’esperienza che ha lasciato un’impronta profonda nella mia crescita artistica e umana. La sua umiltà, la sua generosità e la sua capacità di valorizzare la personalità di ogni danzatore mi hanno colpito profondamente. Ancora oggi porto con me quell’energia, quell’intelligenza e quella umanità che hanno reso unica quell’esperienza.
Saïd Ramos Ponce
Sapevo che l’incontro con William Forsythe sarebbe stato per me un passaggio fondamentale. Ho aspettato a lungo questo momento e quando finalmente è arrivato mi sono sentita colma di gratitudine e di gioia. Lavorare con lui è stata un’esperienza che mi ha aperto nuove prospettive: il suo modo di spingersi oltre i confini del linguaggio classico, di trasformare il movimento in architettura viva, mi ha permesso di scoprire parti diverse di me come artista. Non è solo un coreografo, ma un pensatore, che riesce a rendere il corpo un vero strumento di conoscenza.
Nicoletta Manni
Nella carriera di ogni artista ci sono momenti rivelatori, che aprono la visione della danza e migliorano il proprio modo di ballare. Controintuitivo, ma illuminante nella pratica, perché applicabile a ogni stile di danza. Non dimenticherò mai quando Forsythe mi disse: “Vorrei che, quando danzi, sembrasse che fossi tu a suonare il battito che stiamo ascoltando, non la melodia dei brani di James Blake, con le accelerazioni, gli accenti, le sospensioni e i fuori peso. Voglio vedere il ritmo, la pulsazione attraverso il tuo modo di ballare”. Nonostante richieda ai danzatori tantissima energia, questa connessione tra musica e danza dà una grande forza e libertà: è la chiave per raggiungere le sue posizioni così estremizzate e le sue velocità.
Marco Agostino
È stato un onore che non dimenticherò mai. Forsythe ha reso ogni momento unico ed emozionante. The Barre Project è stata una rivelazione: esprimere il movimento attaccata a una sbarra, in modo così innovativo, mi ha fatto sentire veramente viva. In Blake Works I, le musiche di James Blake hanno risvegliato emozioni profonde e complesse. Un viaggio emotivo che ha messo alla prova non solo le mie capacità tecniche, ma anche le mie fragilità interiori.
Camilla Cerulli
È stata un’esperienza che ha cambiato la mia consapevolezza sul movimento, quello cucito sulla musica, estremamente preciso ma allo stesso tempo libero dagli schemi. In alcune prove Forsythe ci faceva ascoltare solo la musica e seguire il ritmo, per farci comprendere su cosa focalizzarci mentre balliamo e farci capire che siamo noi a poter decidere cosa enfatizzare, cosa mostrare allo spettatore e cosa raccontare a seconda di come usiamo la musica. In questa produzione c’è tutto il suo stile, le posizioni portate all’estremo, le linee di braccia e gambe che si allungano verso l’esterno, la velocità nei passaggi e contrasti musicali con accelerazioni e rallentamenti come in sospensione. Ma soprattutto Forsythe porta a scoprire che passi e coreografia sono il ritmo e la melodia, e che è il corpo del danzatore lo strumento musicale.
Martina Arduino
Lavorare con William Forsythe significa entrare in un mondo creativo in costante evoluzione, in sala prove ti stimola con giochi di musicalità e continui cambiamenti che rendono la coreografia sempre più nuova. Ti dà l’opportunità di avere una tua interpretazione e rendere la coreografia davvero personale. Sul palcoscenico questa energia diventa pura vitalità e, con le musiche di James Blake, il pubblico viene trascinato in una serata sorprendente e piena di divertimento. È un’esperienza che emoziona chi danza e chi guarda.
Alice Mariani
Questa serata è un viaggio: per il pubblico che viene immerso nella bellezza e nel divertimento, dove la danza classica e l'improvvisazione si intrecciano con leggerezza ed energia per dare vita all’innovazione. Per me un viaggio che mi ha fatto riflettere sulla passione per la danza in sé, quella che non cerca altro che esprimere emozioni attraverso il movimento. Ogni gesto, pieno di vitalità e libertà, non solo farà divertire il pubblico, ma lo porterà anche a emozionarsi, vivendo un momento di pura gioia e connessione. Dietro questo viaggio speciale c’è un mondo, fatto di ricerca e gioia di ballare.
Benedetta Montefiore
Forsythe ha la capacità di stravolgere anche i più banali movimenti rendendoli vivi ed espressivi e ha la capacità di rivoluzionare la danza classica con uno stile che unisce rigore tecnico e grande libertà. Le sue coreografie dinamiche spesso sfidano i limiti fisici di noi danzatori, portando all’estremo ogni movimento. È un viaggio emozionante che unisce la bellezza e la precisione del balletto classico a un’energia più contemporanea. La musica di James Blake accompagna ogni gesto con delicatezza e intensità, mentre a noi danzatori è affidato il compito, attraverso il solo movimento, di raccontare storie di legami e libertà. Questo balletto è pura energia che coinvolge non solo noi danzatori ma anche chi ha avuto la fortuna di vederlo o lo rivedrà presto in Teatro.
Claudio Coviello