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Il Corpo di Ballo

Nella foto: John Neumeier durante le prove di Daphnis et Cloé - febbraio 1952

Nel Lago dei cigni di Franco Zeffirelli (1985) si affacciò, accanto a Carla Fracci, una giovanissima Alessandra Ferri: cresciuta alla Scuola di Ballo della Scala e perfezionatasi alla Scuola del Royal Ballet di Londra, diventava, nel 1992, prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala, legando il suo nome a una lunga serie di debutti: Il bacio della fata (1993) con la direzione musicale di Riccardo Muti, Onegin di John Cranko (1994), L'histoire de Manon (1994) e Romeo e Giulietta (1995) entrambi nelle versioni di Kenneth MacMillan, Notre-Dame de Paris (1998) di Roland Petit, Quartetto (1998), creazione a lei destinata da William Forsythe, e Ondine di Frederick Ashton (2000). Nel frattempo tra i direttori artistici di prestigio internazionale della compagnia, come Rosella Hightower e Patricia Neary, s'impone l'étoile Elisabetta Terabust che esalta il talento di ballerini come il danseur noble Roberto Bolle e l'espressivo e moderno Massimo Murru. Formati e cresciuti nel vivaio della Scuola di Ballo della Scala diretta da Anna Maria Prina, i due ballerini diventano star di livello mondiale e, con l'inizio della stagione 2003-2004, acquistano il rango di étoile del Teatro. Tra le presenze femminili di maggior fama spicca Sylvie Guillem, il cui debutto alla Scala, in coppia con Rudolf Nureyev, risale al 1987. La grande ballerina francese crea per il complesso scaligero la sua seconda versione di Giselle (2001) e figura tra gli ospiti d'onore, con Diana Vishneva del Mariinskij-Kirov, l'argentino Maximiliano Guerra, il cubano José Manuel Carreño, i francesi Laurent Hilaire e Manuel Legris. Nel repertorio, alla cui costruzione ha contribuito anche Giuseppe Carbone, per due volte direttore del Balletto scaligero, tra gli anni Ottanta e Novanta, figurano, oltre ai classici, coreografie di Mats Ek, William Forsythe, Antony Tudor, Glen Tetley, Alvin Ailey, Agnes de Mille, Paul Taylor e Maguy Marin.



Nella foto: Le sacre du printemps - Coreografia di Maurice Béjart

All’inizio del 2002 la direzione artistica del Corpo di Ballo passa al francese Frédéric Olivieri, già ancienne étoile del Balletto di Monte-Carlo e danzatore celebre nel mondo: la sua nomina coincide con il passaggio al ruolo di primi ballerini di Sabrina Brazzo, Gilda Gelati, Marta Romagna, Alessandro Grillo (a loro si aggiunge, dal novembre 2003, Mick Zeni), che si affiancano alle prime interpreti Elisabetta Armiato, Anita Magyari, Isabel Seabra e ai primi ballerini Vittorio D’Amato, Francisco Sedeño, Biagio Tambone, Maurizio Vanadia, Michele Villanova. Nel decennale della morte di Rudolf Nureyev, il nuovo direttore imposta una programmazione celebrativa dell’evento (Lo schiaccianoci, Don Chisciotte, soprattutto un Galà internazionale che riporta alla Scala il gusto delle competizioni tra divi mondiali) e stabilisce contatti con John Neumeier (Daphnis et Chloé e Now and Then), Angelin Preljocaj e Maurice Béjart. Il franco-albanese Preljocaj dona alla Scala l’intenso duetto Annonciation e il settantenne Béjart ripristina Bolero nell’interpretazione di Sylvie Guillem e, in esclusiva, il suo capolavoro del 1959, Le sacre du printemps in una Serata Stravinskij che, in omaggio al centenario della nascita di George Balanchine, vede anche la ripresa di Rubies.


Nella foto: Alessandra Ferri e Roland Petit in prova per Il pipistrello - Tokyo - settembre 2002

Altro biglietto da visita, allestito nel ventennale della morte del grande coreografo russo-americano, e in anticipo sulle celebrazioni del centenario stesso, è Sogno di una notte di mezza estate: originale coreografia del 1962 di George Balanchine, fortemente voluta da Olivieri e di cui solo la Scala in questi anni detiene i diritti in Europa. Il suo trionfale debutto, nell’ottobre 2003, al Teatro Mariinskij-Kirov di San Pietroburgo ha riscattato la compagnia scaligera dalla sua secolare assenza su quell’illustre palcoscenico della danza. Grazie a fortunati eventi consimili e ripetuti successi, l’attività del complesso si è intensificata ed è continua la valorizzazione di talenti come Marta Romagna, Mick Zeni, Antonino Sutera, Francesco Ventriglia, Beatrice Carbone, Emanuela Montanari, Lara Montanaro, Maria Francesca Garritano - provenienti dalla Scuola di Ballo - Riccardo Massimi e Andrea Volpintesta. L’incremento delle tournée all’estero (speciale è stato il debutto di Excelsior al Théâtre National de l’Opéra-Palais Garnier nel dicembre 2002 ma anche la lunga tournée americana nell’estate dello stesso anno) proietta la compagnia da Milano in Italia e sui palcoscenici internazionali. I nomi delle sue étoiles - Ferri, Bolle, Murru (questi ultimi nominati da Olivieri) - sono una garanzia, e il livello raggiunto dall’intero Corpo di Ballo - che nella stagione 2003-2004 accoglie anche il ritorno di Roland Petit con Il pipistrello - è un lasciapassare per ogni futura acquisizione coreografica.


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Freddy

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