Soggetto
Claudio Monteverdi
L'Orfeo
Orfeo ed Euridice stanno per celebrare le nozze. Ninfe e pastori, raccolti intorno a loro (“In questo lieto e fortunato giorno”), li festeggiano con canti propiziatori (“Vieni, Imeneo, deh vieni”) e danze (“Lasciate i monti, lasciate i fonti”). Orfeo si rivolge agli astri, testimoni della sua felicità (“Rosa del ciel, vita del mondo e degna”); a lui si associa Euridice. Mentre tutti si dirigono al tempio, il coro invita a non abbandonarsi mai allo sconforto (“Alcun non sia che disperato in preda”).


