Soggetto
Luigi Dallapiccola - Béla Bartók
Il prigioniero - Il castello del duca Barbablù
Atto unico
Una grande sala gotica nel castello.
L’opera incomincia con un prologo recitato e pieno di mistero. Quando il sipario si alza, la scena è immersa nell’oscurità. Attacca l’orchestra e compaiono Barbablù e Judit, la sua nuova sposa che ha lasciato per lui la casa paterna e il vecchio fidanzato. Quest’ultima dichiara di voler portare luce e calore nel luogo tetro e tenebroso in cui si trova. Vedendo le sette grandi porte chiuse, Judit chiede a Barbablù di poterle aprire. Il marito cerca di metterla in guardia, ma invano: ella non avrà pace fino a che non le avrà aperte tutte.
Così il marito porge alla moglie le chiavi della prima porta, dalla quale esce una luce rosso sangue proveniente dalla stanza della tortura. Dopo un momento di terrore, Judit ritrova il controllo e chiede di andare avanti. Riceve allora le chiavi della seconda porta, dalla quale esce un colore rosso più scuro ma altrettanto orribile. Al di là di essa sono le armi di Barbablù. Judit, con crescente insistenza, vuole procedere all’apertura della terza porta che, tutta avvolta da una luce dorata, dà sul tesoro di Barbablù, i cui gioielli sono però macchiati di sangue.
Segue poi la quarta porta che in una luce bluastra si apre su un giardino fiorito e profumato. Ben presto ci si accorge però che la terra di cui i fiori si nutrono è tutta inzuppata di sangue. Ed ecco la quinta porta che si apre bruscamente su un ampio paesaggio illuminato da una luce abbagliante. Nel cielo si vedono però delle nuvole rossastre. Restano ancora due porte da aprire.
Barbablù scongiura la moglie di rinunciare a proseguire nell’impresa. Ma Judit risponde che per lei è ormai una questione di vita o di morte. La sesta porta si apre su un lago di lacrime, freddo e immobile, mentre la scena torna a oscurarsi. Judit interroga il marito sul suo passato: vuole sapere tutta la verità, vuole aprire la settima porta, sa che essa rinchiude le precedenti spose, assassinate da Barbablù!
Quest’ultimo le porge allora l’ultima chiave. La scena è sempre più scura. La porta si apre e compaiono le tre precedenti mogli, vive, ma silenziose. Barbablù dice che esse rappresentano il mattino, il mezzogiorno e la sera. La notte sarà invece incarnata dalla stessa Judit che segue in silenzio le altre tre spose mentre la scena viene inghiottita da un’oscurità totale nella quale tutto scompare.


