Soggetto
Luigi Dallapiccola - Béla Bartók
Il prigioniero - Il castello del duca Barbablù
Atto unico
L’opera incomincia con un prologo cantato dalla Madre in preda alla disperazione: ella sta per incontrare il figlio prigioniero dell’Inquisizione e sente che lo vedrà per l’ultima volta. Rievoca anche un sogno terribile che la perseguita: in fondo a una buia caverna le appare Filippo II con le fattezze della morte. Segue il primo intermezzo corale dopo il quale si vede il primo quadro.
Un’orribile cella nei sotterranei dell’Official di Saragozza.
Il Prigioniero racconta alla Madre delle torture ricevute, delle umiliazioni subite, ma anche del sollievo che ha ricevuto dal Carceriere. Quest’ultimo lo ha chiamato “fratello” e quella parola gli ha ridato la speranza. Entra dunque il Carceriere che racconta al Prigioniero del successo della Insurrezione dei pezzenti nelle Fiandre. Essi faranno ben presto suonare la grande campana di Gand: Roelandt, la campana della libertà. Preso dall’entusiasmo, il Prigioniero si unisce al Carceriere per cantare un’aria in tre strofe che celebra la liberazione vicina. Quando si ritira, il Carceriere lascia la porta socchiusa dalla quale filtra un raggio di luce. Pieno di speranza, il Prigioniero si precipita fuori dalla porta.
Il sotterraneo dell’Official di Saragozza.
Il Prigioniero, perso nei lunghissimi e tenebrosi sotterranei, prega. Poi Fra Redemptor passa con uno strumento di tortura in mano. Lo seguono due sacerdoti impegnati in una discussione teologica. Il Prigioniero si rannicchia terrorizzato continuando però la sua fuga. Un soffio d’aria gli preannuncia che l’uscita è ormai vicina. A un certo punto sente dei rintocchi di campana e crede che si tratti di Roelandt, la campana della libertà di Gand. Segue il secondo intermezzo corale dopo il quale si vede l’ultimo quadro.
Un vasto giardino sotto il cielo stellato.
Il Prigioniero ha ritrovato la libertà e canta un Alleluja pieno di entusiasmo. Allarga le braccia, in un impeto d’amore per tutta l’umanità, ma si ritrova nella stretta del Grande Inquisitore che lo chiama “fratello”. Il Prigioniero riconosce così la voce del Carceriere e resta come annichilito. Dal fondo della scena giungono dei bagliori. Il Grande Inquisitore conduce il Prigioniero al rogo.


