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Approfondimento

Mediterranea

Quando debutterà con la Scala, Mediterranea starà per compiere i suoi primi 15 anni (la sua nascita infatti risale al luglio 1993 con il Balletto di Toscana, in coproduzione con il Festival Torino Danza). Primo balletto a serata di Mauro Bigonzetti, e forse la sua coreografia più rappresentata nel mondo (una vera circumnavigazione del globo, dal Medio Oriente all’Europa, dall’Estremo Oriente agli Usa, dal Canada al Sudamerica), Mediterranea chiuse il sipario con l’attività del Balletto di Toscana, unica compagnia ad averlo in repertorio, eccezion fatta per una breve ripresa con il Balletto del San Carlo di Napoli.

Per la Scala il balletto rinasce a nuova vita grazie a  un restyling, su invito di Elisabetta Terabust, al quale Bigonzetti ha risposto con l’energia creativa e coreografica che lo contraddistingue. Non si tratta di un semplice replicare e incollare un movimento nato per altri ma di una nuova sfida: disegnare il balletto sui danzatori della Scala, sulla loro tecnica, sulla loro qualità interpretativa, declinando con loro una produzione che rinasce non partendo dall’originale ma che dell’originale mantiene l’ispirazione, la gestualità, la forza e i colori.

Mediterranea - commenta Bigonzetti - vive di un perfetto equilibrio di durata e di scelte musicali, che rimarrà invariato, cosi come  il disegno complessivo, anche se rispetto alla sua nascita per 12 danzatori, ora avrà un ancora maggiore impatto visivo e fisico: saranno impegnati una trentina di elementi, i danzatori più di spicco della compagnia, con una forza e una personalità davvero stimolante, con cui lavorare per strappare fuori la loro mediterraneità. E’ questo che maggiormente mi entusiasima: ricreare su questi corpi e con questa tecnica lo spirito del balletto”.

Più leggero l’apparato scenografico, reso simbolico e agile in vista di un nuovo futuro di tournée: Mediterranea riempie la scena con un allestimento fatto di corpi, di luci (di Carlo Cerri) e costumi (gli originali di Roberto Tirelli) “splendidi, attualissimi - sottolinea Bigonzetti - sia nei tessuti che nei cromatismi quasi ancestrali bianco, rosso e nero”; una vera circumnavigazione del Mediterraneo, attraverso le musiche delle culture che vi si affacciano, passando dalla Provenza alla Spagna, dal Marocco alla Turchia, dalla Grecia ai Balcani fino a ritornare all’Italia, in un cerchio dinamico e vigoroso che vive anche delle contraddizioni, degli incontri e degli scontri di ritmi diversi, del convivere di  mistico e terreno.

“Ripensando all’ispirazione che è alla base di Mediterranea - spiega il designer Roberto Tirelli -  mi sono concentrato sull’idea di corpi e oggetti alla deriva nel tempo, come trasportati dal mare in una spiaggia simbolica. Altrettanto simbolico, ma assolutamente concreto, è l’albero, nello specifico l’ulivo, onnipresente emblema delle culture del Mediterraneo. Come nella scelta musicale, lo sviluppo da arcaicità a contemporaneità mi ha portato quindi all’elemento del legno, per un fondale quasi fossile ma anche quasi polmone, vivo, pulsante, e alla presenza di tronchi, con tagli netti, e incisioni in parte colorate di bianco o nero lucido e luminoso, come una natura modificata dall’uomo, che parla di tempi vicini e insieme remoti”.

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