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Soggetto

Richard Wagner

Tristan und Isolde

Giardino con alti alberi davanti alla camera di Isolde

È una chiara notte d’estate nel castello di re Marke. Mentre da lontano giungono i suoni della caccia reale, Isolde attende con ansia Tristan. Davanti alla porta è accesa una torcia: quando sarà spenta, Tristan saprà che avrà via libera.

Brangäne raccomanda prudenza: teme infatti gli inganni del cavaliere Melot, segretamente innamorato della regina; ma Isolde, impaziente, non le dà ascolto e ordina all’ancella di spegnere la torcia. Non sapendosi trattenere la spegne lei stessa, dando così il segnale a Tristan che giunge subito e si getta nelle sue braccia. Avvinti, in una crescente esaltazione, i due amanti invocano la notte perché nasconda alla luce il loro amore segreto (“O sink hernieder”). Il mondo reale scompare in un rapimento estatico e sublime. Quando Brangäne, di guardia dall’alto di una torre, li avverte che l’alba è vicina (“Einsam wachend in der Nacht”), i due la odono appena e intonano un inno all’amore che trionfa sulla morte (“So stürben wir, um ungetrennt”), emblema di un’unione eterna e indissolubile.

Brangäne getta un grido, Kurwenal fa irruzione con la spada sguainata per avvertire Tristan del pericolo; dietro di lui entrano subito Melot e re Marke. Mentre Melot assiste maligno al suo trionfo, re Marke, in preda a una profonda tristezza, chiede ragione a Tristan del suo tradimento (“Tatest du’s wirklich?”). Tristan, che non sa dare una risposta, si rivolge a Isolde e le chiede se è pronta a seguirlo nel regno della notte. Alla risposta affermativa di Isolde, Melot si slancia con la spada sguainata su Tristan, furente di gelosia. Tristan si scuote e incrocia la sua spada con quella dell’assalitore, ma abbassa la guardia offrendo il petto a Melot, che lo ferisce gravemente e lo ucciderebbe se re Marke non lo impedisse. Mentre l’alba spunta all’orizzonte, Isolde si accascia sul corpo dell’amante ferito.

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