Soggetto
Fondazione Teatro La Fenice di Venezia
Troia. La notte della caduta.
Esortato dai suoi, Enea è determinato a difendere la patria al prezzo della vita, nel conforto della moglie Creusa, del figlioletto Ascanio e del padre Anchise. Nel tempio intanto la sacerdotessa Cassandra affronta Pirro, violento figlio di Achille, invano difesa da Corebo, di lei innamorato, che il guerriero greco ferisce a morte.
Cassandra raccoglie gli ultimi sospiri del giovane spasimante e ritorna all’altare per implorare gli dèi, mentre medita sulla caducità dell’esistenza umana. Convinto dalla madre Venere a desistere da una difesa disperata, Enea s’avvia ad abbandonare Troia con la propria famiglia. Creusa, tuttavia, ritornata in casa, è raggiunta e uccisa dai Greci. La regina Ecuba lamenta con la figlia Cassandra la tragica rovina propria e del regno, dipingendo un quadro cupo del destino che incombe sulle madri troiane.
Gode intanto il greco Sinone dell’inganno da lui perpetrato ai danni degli odiati troiani, valso ai suoi ben più che non le armi di tanti guerrieri, ridicoli schiavi dell’onore. Creusa appare intanto in forma di fantasma ad Enea, e gli raccomanda il figlio, destinato a regnare sull’Italia. Venere ottiene dalla Fortuna che il viaggio per mare di Enea sia propizio, nonostante furibonde tempeste, e gli consenta di giungere illeso sulle coste africane. La flotta troiana salpa verso il proprio destino.

