Addio a Leyla Gencer

Leyla Gencer si è spenta nella notte di venerdì 9 maggio, nella sua casa di Milano. La Scala era il suo teatro, ma negli anni era divenuta una seconda casa, da quando Leyla Gencer aveva assunto, con il piglio e il rigore che le erano naturali, il ruolo di direttrice dell’Accademia di Canto.
Leyla Gencer era nata in Turchia, a Istanbul, il 10 ottobre del 1928. La giovinezza nella grande casa sul Bosforo era giunta a una svolta con il primo incontro musicale della vita: Giannina Arangi Lombardi, grande cantante in fine di carriera, nel 1947 era entrata al Conservatorio di Ankara; ascoltata la giovane Gencer, si era offerta di darle lezioni di canto. Lezioni decisive per la formazione di una delle voci di soprano più emozionanti di ogni tempo.
Le vie dell’Italia erano obbligate, e i primi impegni in diversi teatri erano giunti alla definitiva svolta con l’audizione alla Scala, nel 1956. Victor De Sabata l’aveva ascoltata in Cieli azzurri e ne era rimasto folgorato. La malattia del maestro non aveva potuto concretizzare l’Aida per la quale De Sabata l’aveva immaginata, ma avevano invece preso corpo i Dialogues des Carmelites di Poulenc, che si davano in prima esecuzione mondiale sotto la direzione di Nino Sanzogno. Seguirà l’onore del Requiem di Verdi in Duomo, per la morte di Toscanini, sotto la bacchetta di De Sabata, uscito solo per quell’occasione dal suo ritiro a Santa Margherita.
Di lì, 19 ruoli alla Scala, tutti nel segno della scoperta e del rischio, e una galleria di date cruciali, di prime, di incontri con grandi colleghi e leggendari maestri. Con Leyla Gencer, ultima regina, la storia dell’Opera ha davvero chiuso un’epoca. Definitivamente.


