Serata Ratmansky

Alexei Ratmansky

Soggetto

Russian Seasons

 […] L’ispirazione musicale […]  nacque dalle Russian Seasons, scritte nel 2000 da Leonid Desyatnikov: una stimolante partitura per orchestra d’archi, violino solo e soprano, con sezioni cantate su testi popolari ispirati alla raccolta La musica tradizionale della regione russa dei laghi. Basata sulla struttura delle Quattro stagioni di Vivaldi, la composizione esplora il ciclo della vita osservato attraverso un anno del calendario russo ortodosso, con quattro concerti, ognuno dei quali si articola in tre movimenti. I riti legati al calendario della chiesa ortodossa forniscono una serie di punti di riferimento con canzoni per Pentecoste, Natale o Maslenica, ma i testi raccontano storie di tutti i giorni: una donna che lamenta un matrimonio combinato, un’altra priva di notizie del soldato che ama […] 

Per ogni sezione […] Ratmansky creò un’immagine coreografica intesa come una sorta di “fotografia istantanea tratta dalla vita”. Sei coppie vestite con interpretazioni moderne di costumi popolari, ognuna caratterizzata da un colore (arancio, rosso, verde, blu, viola e bordeaux), compongono il cast, e quando si presentano sulla scena vuota, sole o in piccoli gruppi, è immediatamente chiaro che siamo di fronte a una comunità. La primavera si tramuta in estate, l’autunno in inverno, e con il trascorrere del tempo le coppie sperimentano l’amore, l’amicizia, la morte e il lutto, spesso trovando conforto nella presenza degli altri. […] 
Nel mondo di Ratmansky ci sono anche humour e gioco: i danzatori nelle canzoni più leggere del ciclo sembrano riconnettersi a una forma di innocenza, intrecciando le mani o saltellando insieme. […] 
La donna in rosso è una presenza particolarmente intrigante […] Quando si presenta per la prima volta salta e fa piroette come una forza della natura, in un accesso di rabbia e disperazione, con i pugni stretti al suo costume. La canzone carica di angoscia racconta la storia di una giovane donna in procinto di sposare un corteggiatore contro la sua volontà. […] 
In “Postovaja” – Canto dei giorni del digiuno – la donna in verde […] è un’anima vagante, con tre uomini a guisa di angeli: nelle loro mani ella sembra vagare e sognare, arrivando addirittura ad ascendere al cielo sorretta da loro come se fosse su una scala […] 
Il cuore lirico del balletto è tuttavia la donna in arancio. […] è spesso una presenza malinconica. […] Lei e il suo partner sono anche l’unica coppia che cambia costume: ritornano in bianco per la dolente canzone finale, “Poslednjaja”. Con una corona di fiori fra i capelli ella è al tempo stesso una sposa e un angelo, e la sua è una fugace meditazione sulla morte. […] 
(Traduzione dall’inglese di Silvia Tuja)
 
 
Estratto da “Russian Season Alexei Ratmansky - Ritorno alla Russia, passando per NewYork” di Laura Cappelle
dal Programma di sala Serata Ratmansky, Teatro alla Scala,
Stagione 2013/2014
 
 

Concerto DSCH

 

[…] Concerto DSCH è una costruzione coreografica colma di suspense, un flusso continuo di danza mutevole e che per le inattese soluzioni sorprende lo spettatore. […] lo splendido Andante centrale è affidato a una coppia di danzatori principali, accompagnati da altre tre coppie in secondo piano. […]

La struttura generale […] è costituita da due ballerine e tre danzatori solisti che incontriamo nei diversi episodi del primo movimento. Una ballerina e il suo partner sono la coppia protagonista dell’Andante, come si diceva, mentre l’altra ballerina è impegnata soltanto nel primo e terzo movimento (i due Allegri), da sola oppure con altri due danzatori. Al centro, dunque, ecco una piccola love story per la coppia principale. […] E poi il terzetto impegnato in numerosi tour de force.

Concerto DSCH prende il via con due ballerini impegnati in una danza brillante di fronte a un gruppo di danzatori in calzamaglia arancione, che si muovono in cerchio rivolti verso l’interno, a grappolo: quasi un gruppo di atleti. Nascondono una danzatrice accovacciata e poi, quando la musica incomincia, la fanno apparire: come una rosa che si schiude e lascia uscire una farfalla, che in questo caso si scatena in un fuoco d’artificio di giri e salti. 

Quello che affascina invece nel pas de deux dell’Andante centrale è nascosto nei dettagli, nei lift assolutamente non portati ad altezze spettacolari, in altri lift dove la ballerina esegue piccole e delicate batteries totalmente in tempo con la musica.

Nelle sezioni di gruppo s’intuisce l’esistenza di un mondo comune, quasi una vita di società, un insieme di persone che sono qualche cosa di più di semplici danzatori, ma non ancora personaggi con precise caratteristiche. Il corpo di ballo non è semplicemente uno sfondo per i solisti: sono compagni di danza. […]

 
 
 
Estratto da “Concerto DSCH, il portafortuna di Alexei Ratmansky” di Sergio Trombetta,
dal Programma di sala Serata Ratmansky, Teatro alla Scala,
Stagione 2013/2014

Opera

[…] 

Testi di Metastasio e Goldoni, un mix di musica, canto e danza, fa pensare al genere dell’opéra-ballet?

Sì e no. Ovviamente c’è una stilizzazione dell’opera barocca, ma non c’è una linea narrativa. Ci sono scene, dal contenuto drammatico, ma non c’è una storia e inoltre la danza viene trattata con una impostazione astratta.

[…] 

Dunque sarà un susseguirsi di scene senza un filo narrativo che le lega?

Saranno scene molto diverse. Ce n’è anche una con un testo comico, alla fine del balletto, dove ci si interroga su come scrivere un’opera appropriata e quante arie deve avere ogni personaggio. È quasi una ricetta, i consigli su come scrivere un’opera.

 

Un’opera sull’opera, sui suoi luoghi canonici allora?

È una meditazione su com’era lo spettacolo barocco. Ma allo stesso tempo non voglio seguire pedissequamente quegli schemi, non uso passi di danza barocca. C’è una presa di distanza. È una riflessione, una fantasia sul tema.

[…] 

Dunque avremo dei personaggi teatrali? Li ritroviamo da una scena all’altra?

Ovviamente ci sono personaggi,ma non li seguiamo nel corso dello spettacolo, non ritornano. Ogni scena affronta un carattere specifico. Ma un altro aspetto importante è la riflessione sull’identità di genere, sul cross gender tipico dell’opera barocca. Non mi riferisco tanto ai castrati, quanto all’usanza di affidare a voci femminili ruoli maschili, quindi un soprano o un mezzosoprano che dà vita a un eroe maschile.

[…] 

La scena video di Wendall Harrington e i costumi di Colleen Atwood rispecchiano l’epoca cui si riferisce il lavoro? Ci saranno chiare connotazioni storiche?

Abbiamo preso a modello la pittura dell’epoca, ma senza citare direttamente questo o quell’artista, quanto piuttosto un gusto, una maniera.

[…] 

Parliamo del linguaggio del suo balletto. Niente barocco diceva, però il Settecento è un momento speciale nella storia degli stili di danza.

Il brano musicale è una composizione contemporanea, ma con molti riferimenti all’epoca. La struttura coreografica rispecchia questo aspetto, ci saranno riferimenti allo stile di danza di quel periodo.

[…] 

 

Estratto da “Opera, una fantasia barocca”
Intervista ad Alexei Ratmansky di Sergio Trombetta
dal Programma di sala Serata Ratmansky, Teatro alla Scala,
Stagione 2013/2014
 
CERCALA MIA SCALA
 
Teatro alla Scala