Una sposa per lo Zar (Carskaja Nevesta)

Nikolaj Rimskij-Korsakov

Idee di regia

di Dmitri Tcherniakov
 
Diversi fili narrativi si intrecciano in Una sposa per lo zar.
 
Gli avvenimenti si svolgono nel XVI secolo, all’epoca dello zar Ivan il Terribile. Questi organizzò un corpo militare speciale, l’opričnina, impiegato per instaurare il suo dominio assoluto. Con il terrore di stato e le repressioni, gli opričniki imposero la loro politica e consolidarono la facciata ideologica del governo zarista. Per certi aspetti, l’opričnina era un ordine militare-monastico o militare-politico.
 
Nell’opera, inoltre, aleggia la figura dello zar stesso. Benché non compaia tra i personaggi dell’azione, ogni protagonista dall’inizio alla fine della vicenda avverte chiaramente la sua presenza. Egli esercita il suo influsso con mano invisibile, manovra tutti i destini, distrugge vite umane ed è quindi percepito come il fato assoluto.
 
Allo stesso tempo,  Una sposa per lo zar è un testo drammaturgico forte, la cui trama musical-teatrale racconta come l’anima sia divorata dalla passione.
 
Nel tentativo di comprendere gli intrecci di questo soggetto, si sono cristallizzate le seguenti domande: Cosa può significare tutto questo per l’uomo moderno? Quale potere, oggi, può influire su di noi in modo così ineluttabile e aggressivo come il potere dell’opričnina nel XVI secolo? Chi potrebbe, ai nostri giorni, corrispondere alla figura dello zar? E chi guida i nostri destini e le nostre passioni?
 
 
 
PRIMO ATTO
 
Grigorij Grjaznoj, stimato cavaliere (opričnik), è in preda alla disperazione. È innamorato di Marfa Sobakina, ma la sua proposta di matrimonio è stata respinta. Marfa è già promessa a Ivan Lykov, che è appena rientrato da un viaggio oltremare.
Per distrarsi da questo pensiero, Grjaznoj organizza una festa per gli opričniki, a cui invita anche il medico Elisej Bomelij, noto per i suoi speciali farmaci e rimedi prodigiosi.
Tra gli ospiti ci sono anche il promesso sposo di Marfa, Lykov, e il cavaliere d’alto rango Maljuta-Skuratov.
Maljuta sollecita Grjaznoj perché presenti ai convitati la sua amante, Ljubaša. Costretta a intrattenere i cavalieri, ella li affascina con il suo canto. Terminata la festa, mentre gli ospiti escono Grjaznoj chiede al medico di trattenersi. Offre a Bomelij una generosa ricompensa perché trovi il modo di aiutarlo a far innamorare una ragazza.
Ljubaša ascolta di nascosto la loro conversazione. Tormentata dalla gelosia, cerca di ottenere da Grjaznoj, il cui sentimento nei suoi confronti si è da tempo raffreddato, un colloquio chiarificatore, ma lui si sottrae. Ossessionata dal timore di perdere Grjaznoj, Ljubaša è pronta a tutto.
 
 
SECONDO ATTO
 
Il popolo non parla d’altro che delle prossime nozze dello zar; le fanciulle più belle sono state convocate: lo zar deve scegliere una sposa.
Marfa, figlia di Vasilij Sobakin, è in gioiosa attesa dell’incontro con il suo futuro sposo, Ivan Lykov. Ella confida all’amica Dunjaša i suoi sentimenti più profondi.
Sobakin invita Lykov a entrare in casa sua.
Ljubaša riesce a scoprire dove abita Marfa, e la osserva di nascosto. Colpita dalla bellezza di Marfa, Ljubaša decide una soluzione estrema: chiede a Bomelij un veleno da sostituire al filtro d’amore di Grjaznoj. Come ricompensa, Bomelij esige da Ljubaša una notte d’amore; disperata, ella acconsente.
 
 
TERZO ATTO
 
Nella casa dei Sobakin fervono i preparativi per le nozze tra Marfa e Lykov. Sobakin confessa a Lykov che Marfa e la sua amica Dunjaša sono state convocate alla parata di fanciulle tra cui lo zar sceglierà la sua sposa. Lykov è inquieto. Anche Grjaznoj, che si è proposto come testimone di Lykov, è turbato.
La madre di Dunjaša, Domna Saburova, torna dalla parata di fanciulle con delle novità: è sicura che lo zar abbia messo gli occhi su sua figlia. Ora Sobakin può festeggiare di buon animo il fidanzamento di Marfa con Lykov. Grjaznoj approfitta dell’occasione per riempire i bicchieri dei due fidanzati e versare, inosservato, il filtro di Bomelius nel vino di Marfa. Marfa ha appena vuotato il suo bicchiere quando giunge l’annuncio che è lei la sposa prescelta dello zar.
 
 
QUARTO ATTO
 
Vasilij Sobakin è in preda allo sgomento: sua figlia Marfa è stata colta da un misterioso morbo poco tempo dopo le nozze con lo zar. Grigorij Grjaznoj riferisce a Marfa che Lykov ha confessato sotto tortura di aver avvelenato la sposa dello zar e per questo è stato giustiziato su ordine dello zar stesso. Appresa la grave notizia, Marfa perde completamente il senno. Nel suo delirio, ella ravvisa in Grjaznoj l’amato Lykov e gioisce delle loro nozze; ma le torna in mente, come un incubo, la scelta dello zar.
Grjaznoj, viste le condizioni della fanciulla, si rende conto con orrore di quali conseguenze il suo desiderio ha provocato: anziché conquistare Marfa, l’ha rovinata. L’anima straziata non gli dà pace ed egli rivela infine il suo misfatto: è stato lui ad avvelenare Marfa e a calunniare l’innocente Lykov. Sopraggiunge Ljubaša: confessa di essere stata lei, non Bomelij, a sostituire il filtro. Fuori di sé dalla rabbia, Grjaznoj uccide Ljubaša e implora Marfa di perdonarlo.
 
 
 
 
 
Dal programma di sala della Staatsoper di Berlino (coproduzione), ottobre 2013
 
Traduzione dal tedesco di Lucilla Castellari
 
 
 
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