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Jewels

George Balanchine

Prima delle Prime

“Il collier di pietre preziose di Mr. B. Ricordi, nostalgie e proiezioni nel futuro di una nuova estetica classica”

 

Ridotto dei palchi "A. Toscanini"
Giovedì 6 marzo 2014 ore 17
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
 

 

A George Balanchine è dedicato il secondo titolo della Stagione di Balletti: dal 9 marzo al 4 aprile sei serate preziose riporteranno in scena gli Smeraldi, i Rubini e i Diamanti di Jewels. Balanchine fu ispirato dall’arte del disegnatore di gioielli Claude Arpels e scelse una musica che rivelasse l’essenza di ogni gioiello (Gabriel Fauré, da Pelléas et Mélisande e da Shyloch per gli “Smeraldi”; il Capriccio per pianoforte e orchestra di Stravinskij per i “Rubini”; estratti dalla Sinfonia n.3 in re maggiore op.29 di Čajkovskij per i “Diamanti”). 

Ma come potrà mai una semplice collezione di gioielli ispirare un balletto? Dal commento di Marinella Guatterini si evince che dietro lo splendore delle pietre preziose balugina la fantasia e soprattutto la fervida memoria del grande Maestro. In questo collier Balanchine intreccia reminiscenze, ricordi storici e rende omaggio a un passato guardato con nostalgia, ma proiettato in un futuro ricco di spunti per un nuovo balletto. In ogni sezione di Jewels si riconoscono, infatti, alcune linee fondamentali del  percorso della storia della danza ma anche personale dell'autore nel suo rapporto con la musica e i suoi compositori d’elezione, con le scuole e gli stili coreutici. la Francia, culla del balletto romantico (Emeralds), la forza e il brio della sua stessa nuova classicità, nata per lo più in collaborazione con Stravinskij (Rubies), l’ordine e la grandeur della Russia Imperiale e del Teatro Mariinskij, dove Balanchine crebbe artisticamente (Diamonds). Ma il linguaggio coreografico è molto più di una citazione..
 
L’instancabile ricerca di Mr. B parte da Apollon Musagéte, nato ancora in seno ai Ballets Russes, ma da Balanchine trasformato nel corso della sua carriera, riadattato, asciugato in titolo, prologo, scene e costumi. E mentre Apollo diventa simbolo di una creatività inarrestabile, Jewels appare come sintesi di una poetica artistica e pilastro di riflessione. Dopo essere rientrato dalla Russia, nel 1962, dove era stato accolto con grande entusiasmo, Balanchine intreccia, con calma e cautela, questo collier (1967) con le sue “perle”, i suoi stili coreutici di riferimento, quasi in un testamento, in un lascito e omaggio alle proprie radici creative. Ma certo non ne fa un monumento statico: Jewels ci mostra da dove Mr B è venuto, dov’è arrivato grazie a queste eredità, ma anche dove sta andando, e potrebbe ancora andare nel suo lavoro incessante di “artigiano” del movimento.
 
Saggista, critico di danza e balletto (“Il Sole 24ore-Domenica”), Marinella Guatterini è docente di Estetica coreutica alla Scuola “Paolo Grassi” e responsabile delle attività del suo Corso di Teatrodanza. Autrice di libri e saggi, tiene conferenze in Italia e all’estero. L'Université Paris III - La Sorbonne, il Dams dell’Università di Bologna e l’Università Cattolica a Milano sono i centri di alta cultura in cui ha insegnato. Nel 2009, per il Museo Teatrale alla Scala, ha curato la mostra “I Ballets Russes alla Scala- Milano anni Venti”. Dal 2010 al 2013 ha curato la sezione coreutica di “Arte e Cultura Russa a Milano e Lombardia nel 900” per l'Università degli Studi di Milano. Dal 2010 guida il progetto Ric.ci: Reconstruction  Italian Contemporary Choreography, dedicato alla memoria della coreografia contemporanea italiana con la ricostruzione di alcune storiche pièce della nostra “tradizione del nuovo”.
 
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