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Il lago dei cigni

Rudolf Nureyev

Prima delle Prime

“Il sogno e il suo doppio. Metafore, simboli e allegorie di un notturno lacustre”


Ridotto dei palchi "A. Toscanini"
Giovedì 10 aprile 2014 ore 17
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 


“Il lago dei cigni è per me un lungo sogno del principe che, nutrito di letture romantiche che hanno esaltato il suo desiderio di infinito, rifiuta la realtà del potere e del matrimonio che gli impongono la madre e il precettore. È lui, quindi, che, per sfuggire al malinconico destino che gli si prepara, fa entrare nella sua vita la visione del lago. Nella sua mente nasce un amore idealizzato e la proibizione che esso comporta: di qui il cigno nero e Rothbart, figure speculari, trasposizioni negative del cigno bianco e del precettore. Quando il sogno svanisce la ragione del principe non potrà sopravvivere.”

Cosi Rudolf Nureyev commentava il “suo” Lago, che torna in scena per 12 recite, dal 15 aprile all’11 maggio al Teatro alla Scala che lo ha in repertorio dal 1990: allora Nureyev tenne per sé il ruolo chiave, equivoco, speculare, di Wolfgang/Rothbart. Ma il protagonista assoluto è Siegfried, un principe romantico, dall’animo malinconico più che eroico, contemplativo e meditativo. Per lui Nureyev ha creato ardue variazioni; è lui il centro di tutte le linee drammaturgiche del balletto.

Da queste idee e riflessioni prende spunto Elena Grillo, storico e critico di danza, dalla lunga esperienza editoriale per la Sansoni McGrow Hill (Enciclopedia Universale dell’Arte, Enciclopedia dello Spettacolo),  critico e saggista per quotidiani e riviste specializzate, tra cui “La Danza Italiana” di cui è stata anche direttore responsabile e “Chorégraphie” di cui è stata membro del comitato di redazione,  nonché docente del Liceo Coreutico Sperimentale dell’Accademia Nazionale di Danza e membro del comitato dirigente della European Association of Dance Historians.

Nell’approfondire queste affascinanti tematiche in un suo saggio, pubblicato nel volume “Nureyev alla Scala” e ripreso nei programmi di sala scaligeri, Elena Grillo scrive: “Nureyev sembra aver colto l’essenza sotterranea dei personaggi fiabeschi del Lago, gli intrecci arcani dei loro destini, la loro parentela occulta con i moti più profondi dello spirito e tenta di renderne in scena tutte le valenze di archetipi simbolici senza tradirne, tuttavia, l’autentica umanità. È un gioco sul filo del rasoio, al quale non sono estranei caratteri autobiografici. Non tanto riferiti agli accadimenti quotidiani, anche se anche questi ebbero il loro peso, quanto piuttosto relativi a una autobiografia dello spirito: uno spirito inquieto, solitario, alla perenne ricerca di qualcosa - forse l’Amore con la maiuscola, quello eterno, romantico, appagante - con la certezza interiore che questo qualcosa non esiste.”

Nell’incontro di presentazione al Ridotto dei Palchi, con l’ausilio di documenti video, Elena Grillo evidenzierà, nello sviluppo dei vari atti del balletto, i temi-chiave della lettura di Nureyev, che ha dato al suo Principe e in generale alla danza maschile un ruolo prioritario sul piano drammaturgico e tecnico, e che fa perno, in un’atmosfera completamente notturna, sul fascino e sull’ambiguità del doppio: non soltanto tra cigno bianco e cigno nero, ma soprattutto nella figura del precettore e del mago Rothbarth, spingendosi fino a proiettare proprio nel precettore/mago il senso dell’autorità, del dovere, della realtà a cui il Principe (e forse Nureyev stesso) vuole sfuggire. 

 

 

 

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Teatro alla Scala