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L'histoire de Manon

Prima delle Prime

“Amore, aberrazione e perfezione teatrale”

 
 

Ridotto dei palchi "A. Toscanini"
Martedì 5 novembre 2013, ore 17
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 
 

Titolo conclusivo della attuale stagione di balletti, L’histoire de Manon di Kenneth MacMillan sarà in scena alla Scala dal 7 al 15 novembre. Otto recite che vedranno, in apertura, le étoiles scaligere Svetlana Zakharova e Roberto Bolle affrontare per la prima volta insieme questo balletto e, in altre rappresentazioni Natalia Osipova in debutto assoluto nel ruolo di Manon.

Creato nel 1974, Manon, ribattezzato poi L'histoire de Manon in seguito a una querelle con gli eredi di Massenet, è forse l'espressione più completa dei canoni estetici e teatrali caratteristici di MacMillan e  offre così ai più grandi ballerini ruoli appassionanti sul piano tecnico, drammatico, psicologico.

Affascinante e corrotta, infantile e calcolatrice, vittima del mondo e di sè stessa, Manon - come sottolinea MacMillan -  ama la vita e non sa resistere al piacere che le offre.  È charmante, ma amorale. La sua  innocenza si perde tra le tentazioni di una vita lussuosa. L’amore sincero per Des Grieux non le impedisce di portarle il compagno alla degradazione e renderlo vile, ladro e assassino.

MacMillan viene generalmente considerato come un innovatore del balletto contemporaneo. Molti sono infatti gli storici che lo ritengono fra i primi ad aver usato il linguaggio classico per affrontare temi che fino agli anni '60 non venivano ritenuti consoni all'arte del balletto. 

Nell’incontro dedicato a L’histoire de Manon, Giannandrea Poesio porterà agli appassionati uno studio dettagliato di questi temi e del modo in cui vengono utilizzati in un costrutto teatrale e coreografico che ha segnato una svolta decisiva nella storia del balletto narrativo.

Reader in Dance e Deputy Head of Research Graduate School per la University of Bedfordshire. Giannandrea Poesio è storico e critico di danza dal 1981 e ha collaborato per vari giornali italiani. Vive e lavora in Inghilterra, dove, nel 1993, ha conseguito un PhD in Dance History e dove, dal 1994 è critico di danza del settimanale The Spectator. Numerose sono state le sue partecipazioni e consulenze storiche per la ricostruzione di coreografie del passato, le ricerche sulle origini della mimica da balletto e sulla storia della danza teatrale degli ultimi tre secoli, pubblicate in Italia, Inghilterra, Germania, Francia, Stati Uniti, Messico, Australia e Giappone. La più recente è l’analisi critica dei carteggi inediti di Enrico Cecchetti, pubblicata in Italia  nel 2010. 

 

 
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