L'altra metà del cielo

Prima delle Prime

Se il teatro balla il rock - da Pink Floyd e Queen a Vasco Rossi
 

Ridotto dei palchi "A. Toscanini"
Martedì 3 settembre 2013, ore 18
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Dopo un debutto da tutto esaurito lo scorso anno, dal 6 al 13 settembre torneranno in scena Albachiara, Silvia, Susanna, il loro mondo e le loro emozioni declinate secondo la visione artistica di Martha Clarke e di Vasco Rossi: al centro le donne cantate da Vasco nella sua lunga carriera, che diventano drammaturgia, libretto e “colonna sonora” dello spettacolo. Un arrangiamento musicale creato ad hoc, in chiave sinfonica e classica, una chiave registica e coreografica poetica, essenziale e raffinata, con cui Martha Clarke ha cercato il cuore dei personaggi, dei danzatori e delle canzoni.

Ha riempito le pagine dei giornali questo progetto teatrale, tagliato su misura per il Corpo di Ballo: un Vasco come non ti saresti aspettato, un Corpo di Ballo che si è affacciato, con entusiasmo e con disponibilità, a un linguaggio diverso. Un incontro inedito fra culture teatrali e musicali, sul palcoscenico ma anche in  platea: tra amanti del balletto e fan della musica di Vasco si è visto un pubblico nuovo, curioso e interessato a una Scala che si è aperta a un singolare esperimento artistico.

Ma contaminazioni simili non sono nuove. Negli anni ’70 la musica si avvicina a un linguaggio quasi operistico, con partiture complesse  e sezioni orchestrali classiche (generi “colti” come il rock sinfonico o il progressive rock più legato a sonorità elettroniche), dai ’70 agli ’80 il rock tende anche a una dimensione teatrale (le rivoluzionarie opere rock come Tommy o Quadrophenia) e ospita anche la danza, che entra come esigenza naturale nei concerti e nei video-clip. Del resto, grandi coreografi classici si sono lasciati trascinare da musiche non proprio classiche - preesistenti o commissionate: ne sono nati balletti cult come Pink Floyd Ballet di Roland Petit o Le Presbytère di Béjart su musiche dei Queen accanto a quelle di Mozart, o ancora Paul McCartney che ha scritto una partitura per il New York City Ballet…..

L’altra metà del cielo quindi è figlia di queste contaminazioni, ma c’è di più: c’è un lavoro collettivo, in cui ognuno si è messo in gioco, in ascolto e a disposizione dell’altro, pur forse non conoscendolo prima ma proprio per questo con maggiore apertura e disponibilità. E’ un grande teatro lirico che tenta una sintesi: creare un balletto popolare, nel significato più alto del termine, con un linguaggio coreografico capace di comunicare a tutti,  partendo, e non dimenticando, il rigore  e la raffinatezza formale della propria tradizione classica.

Questo il commento di Marco Mangiarotti, critico musicale dell’area extra colta (da pop rock e jazz), autorevole studioso e profondo conoscitore delle più alte esperienze musicali degli ultimi quarant’anni; avendo seguito passo dopo passo la carriera di Vasco Rossi, con l’ausilio di documenti video, accompagnerà il pubblico attraverso luminosi esempi di questa stimolante sinergia tra musica e danza.
 

 

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Teatro alla Scala