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Marguerite and Armand - Concerto DSCH

Soggetto

Marguerite and Armand

 

[…] Nel programma di sala originale il coreografo volle solo poche parole: «Negli ultimi attimi della fatale malattia, la Signora delle camelie rivive alcuni momenti della sua tragica esistenza», seguite dai titoli di ogni quadro. Nel Prologo Marguerite giace nel suo letto di morte, sola e febbricitante, e nel delirio vede Armand che qui danza il più lungo assolo dell’intera coreografia. Rivede poi se stessa, distesa sopra una chaise longue in abito da ballo rosso, attorniata da ammiratori, tra cui il Duca che è il suo protettore del momento.

[…]
Nel quadro L’incontro, Armand fa il suo ingresso al cospetto di Marguerite: i loro sguardi si incrociano, nasce un’attrazione e un pas de deux che segna lo sbocciare di un sentimento forte, sebbene sia ancora interrotto dall’atteggiamento da cocotte della protagonista quando gli altri uomini rientrano. Ben altro il tenore del pas de deux dell’amore pienamente corrisposto ed esclusivo nel quadro La campagna; qui spicca il contrasto con l’apparizione del Padre di Armand – un’astratta figura autoritaria, che tuttavia sembra provare tenerezza davanti all’angoscia di Marguerite quando le chiede di rinunciare al figlio – e ancor di più emerge il fasullo rifiuto di Armand da parte di una Marguerite disperatamente appassionata, pur nella decisione di abbandonarlo.

Nel penultimo quadro, L’insulto, una piccola folla maschile si interroga sull’imminente ritorno della cocotte al demi-monde: ed ecco Marguerite, al braccio del Duca, con una nuova collana al collo. L’ingresso diArmand si tramuta ben presto in un furioso accanimento contro i brillanti che l’amata sfoggia, simbolo ostentato del tradimento, e nell’atto del gettare ai suoi piedi banconote, che qui ancora una volta traduce in immagini il celebre «Qui testimon vi chiamo ch’ora pagata io l’ho» della Traviata verdiana. Abbandonata da tutti, Marguerite s’imbatte di nuovo nel Padre di Armand mentre esce di scena con una camminata tremante e barcollante sulle punte. […] La scena finale, La morte della Signora delle camelie, è un ritorno all’inizio del balletto, alla solitudine e alla malattia della protagonista; all’arrivo di Armand […] i due amanti si ritrovano abbracciati in un ultimo pas de deux infiammato, e quasi imbarazzante a guardarsi, che racchiude le immagini più durature del balletto. Nell’esalare l’ultimo respiro, Marguerite si aggrappa al corpo di Armand, mentre il suo spirito cerca di sfuggire alla prigione della carne. L’ultimo gesto è la mano di lei che accarezza il volto di lui, mentre cade all’indietro, priva di vita.

 

                                                              Da “Marguerite and Armand” di Marinella Guatterini

Concerto DSCH

 

[…] Concerto DSCH è una costruzione coreografica colma di suspense, un flusso continuo di danza mutevole e che per le inattese soluzioni sorprende lo spettatore. […] lo splendido Andante centrale è affidato a una coppia di danzatori principali, accompagnati da altre tre coppie in secondo piano. […]

La struttura generale […] è costituita da due ballerine e tre danzatori solisti che incontriamo nei diversi episodi del primo movimento. Una ballerina e il suo partner sono la coppia protagonista dell’Andante, come si diceva, mentre l’altra ballerina è impegnata soltanto nel primo e terzo movimento (i due Allegri), da sola oppure con altri due danzatori. Al centro, dunque, ecco una piccola love story per la coppia principale. […] E poi il terzetto impegnato in numerosi tour de force.

Concerto DSCH prende il via con due ballerini impegnati in una danza brillante di fronte a un gruppo di danzatori in calzamaglia arancione, che si muovono in cerchio rivolti verso l’interno, a grappolo: quasi un gruppo di atleti. Nascondono una danzatrice accovacciata e poi, quando la musica incomincia, la fanno apparire: come una rosa che si schiude e lascia uscire una farfalla, che in questo caso si scatena in un fuoco d’artificio di giri e salti.

Quello che affascina invece nel pas de deux dell’Andante centrale è nascosto nei dettagli, nei lift assolutamente non portati ad altezze spettacolari, in altri lift dove la ballerina esegue piccole e delicate batteries totalmente in tempo con la musica.

Nelle sezioni di gruppo s’intuisce l’esistenza di un mondo comune, quasi una vita di società, un insieme di persone che sono qualche cosa di più di semplici danzatori, ma non ancora personaggi con precise caratteristiche. Il corpo di ballo non è semplicemente uno sfondo per i solisti: sono compagni di danza. […]

 

                                              Da “Il vivace ottimismo del Concerto DSCH” di Sergio Trombetta

 

CERCALA MIA SCALA
 
Teatro alla Scala