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Luisa Miller

Giuseppe Verdi

Soggetto

Atto primo

Ameno villaggio.
In Tirolo, nella prima metà del secolo XVII, Laura (una contadina) e gli altri abitanti del villaggio si avvicinano alla casa del vecchio soldato Miller per festeggiare il compleanno della figlia Luisa (introduzione «Ti desta, o Luisa»). È una mattina di primavera; la fanciulla vorrebbe rallegrarsi con gli amici, ma non vede ancora arrivare Carlo, il fidanzato. Miller è preoccupato, perché Carlo è appena arrivato alla corte del nuovo signore, il conte di Walter, ed è del tutto sconosciuto agli abitanti del villaggio. Il giovane giunge e dichiara il suo amore a Luisa. Al vecchio Miller si avvicina un cortigiano di Walter, Wurm, che ama Luisa e già da un anno l’ha chiesta in sposa, ma se l’è vista rifiutare. Miller dichiara di non volersi opporre ai sentimenti della figlia (scena e aria «Sacra la scelta è d’un consorte »). Wurm gli rivela allora che sotto le spoglie di Carlo si cela Rodolfo, figlio del conte di Walter. In Miller nasce il sospetto che Rodolfo non sia sincero e voglia in realtà attentare all’onore di Luisa.
 
Sala nel castello di Walter.
Wurm svela al conte l’amore del figlio per Luisa, sino a quel momento tenuto segreto; Walter biasima il comportamento di Rodolfo, per la felicità del quale ha fatto tutto quanto era in suo potere (scena e aria «Il mio sangue, la vita darei»). Il conte chiama il figlio in sua presenza, gli annuncia di avergli destinato in sposa la duchessa Federica d’Ostheim, sua nipote, e gli intima di obbedire al suo volere. Federica giunge, accompagnata da un coro festante che le rende omaggio (recitativo e coro «Quale un sorriso d’amica sorte»); il conte parte allora per affrettare la caccia. Rodolfo resta solo con Federica, alla quale è legato da antico affetto, e le confessa il suo amore per Luisa.Ma Federica, che di lui è innamorata, non può dargli la sua comprensione e dà anzi sfogo al suo risentimento (recitativo e duetto «Dall’aule raggianti di vano splendore») 
 
Interno della casa di Miller.
Si sentono in lontananza le grida e i suoni della caccia (finale «Sciogliete i levrieri...»). Luisa, preoccupata perché Rodolfo non l’ha ancora raggiunta, vede entrare Miller, agitatissimo: il vecchio soldato parla alla figlia dell’inganno di Rodolfo e le svela la vera identità del giovane, aggiungendo d’aver saputo che sono imminenti le sue nozze. Giunge Rodolfo, che giurando sulla sincerità del suo amore si inginocchia davanti a Miller e dichiara Luisa sua sposa. Ma arriva all’improvviso il conte, che insulta Luisa accusandola d’inganno. Rodolfo sguaina allora la spada davanti al padre;ma poi la ripone, non potendo opporsi in armi al genitore.Walter chiama gli arcieri e comanda loro di arrestare Miller e la figlia. Rodolfo tenta di opporsi, ma invano: l’ordine viene confermato. Il giovane si avvicina allora al padre e lo minaccia: se insisterà nel suo proposito, rivelerà in pubblico il modo in cui il padre è divenuto conte diWalter. Allarmato e sconvolto, Walter ordina la liberazione di Luisa. 
 

Atto secondo

Interno della casa di Miller.
Laura e i contadini informano Luisa, rimasta sola, che il padre è stato arrestato e trascinato in catene dagli sgherri (coro «Ah! Luisa, Luisa, ove sei?...»). Arriva Wurm e annuncia la condanna a morte di Miller, colpevole d’aver snudato la spada davanti al conte. Propone a Luisa uno scambio: il padre sarà libero se lei scriverà una lettera in cui dichiari di amare Wurm e di aver ingannato Rodolfo per motivi di interesse. Dapprima Luisa rifiuta, sdegnata; ma poi nella disperazione accetta, perché non v’è altro modo di salvare il padre (scena e aria «Tu puniscimi, o Signore»). Wurm la costringe a seguirla al castello, per confermare le sue dichiarazioni davanti al conte e alla duchessa. 
 
Il castello: appartamenti di Walter.
Walter, solo nelle sue stanze, medita sull’intrigo ordito per distogliere il figlio dal suo amore inopportuno (recitativo «Egli delira»). GiungeWurm e informa il conte che la trama ha avuto successo; i due ricordano poi l’assassinio del vecchio signore di Walter, che ha permesso al conte di arrivare al potere impadronendosi del feudo. Prima di morire – rammentaWalter – il vecchio aveva fatto in tempo a svelare il nome degli assassini a Rodolfo, che è dunque al corrente dell’accaduto (scena e duetto «L’alto retaggio non ho bramato »). Arriva la duchessa Federica e Wurm si ritira. Da una porta segreta Walter fa entrare Luisa; la duchessa la interroga e la fanciulla, sotto la minaccia di Wurm che l’accompagna, conferma il contenuto della lettera (scena e quartetto «Presentarti alla duchessa»).
 
Giardino pensile del castello.
Un contadino ha consegnato a Rodolfo, per incarico diWurm, la lettera di Luisa. Il giovane dapprima è incredulo, ma riconosce poi la calligrafia di Luisa; dà allora sfogo alla sua amarezza per l’inganno subìto (scena e cantabile «Quando le sere, al placido»). Chiama Wurm e consegnandogli una pistola lo sfida a duello; ma Wurm, da vigliacco, scarica l’arma in aria e fugge. Il rumore richiama il conte e altra gente. Colpito dalla disperazione del figlio, Walter si dichiara disposto a cedere. Rodolfo gli svela però il tradimento di Luisa: il conte, allora, consiglia al figlio di vendicarsi sposando Federica. Rodolfo si dispera, mentre tutti lo esortano ad affidarsi ai consigli del padre (cabaletta «L’ara, o l’avello apprestami»).
 

Atto terzo

La casa di Miller.
Luisa siede a un tavolo e scrive una lettera, osservata da Laura e dalle contadine (scena e coro «Come in un giorno solo»). La chiesa è illuminata per le nozze imminenti del figlio del conte,ma nessuno ha il coraggio di rivelare a Luisa la verità.Arriva Miller, che è stato liberato, e ringrazia la figlia d’essersi sacrificata per lui; Luisa gli consegna la lettera che ha scritto, pregandolo di recapitarla. Miller legge il foglio: Luisa svela la verità a Rodolfo e gli dà appuntamento per la mezzanotte, lasciando trapelare l’intenzione di togliersi la vita (scena e duetto «La tomba è un letto sparso di fiori»). Ma poi, alle preghiere del padre, strappa la lettera e gli promette che non l’abbandonerà: resteranno insieme, partiranno e vivranno poveramente.
 
Luisa, rimasta sola, s’inginocchia (scena «Ah! l’ultima preghiera»). Mentre prega appare sulla porta Rodolfo, avvolto in un mantello; senza farsi scorgere il giovane versa veleno nella brocca dell’acqua che si trova sulla tavola. Mostra poi a Luisa la lettera di Wurm e le chiede se sia autentica; la fanciulla, legata dal giuramento prestato, conferma. Rodolfo beve allora l’acqua avvelenata, porge il bicchiere a Luisa e le svela che di lì a poco entrambi morranno (duetto «Piangi, piangi... il tuo dolore »). Luisa confessa la verità; Rodolfo, disperato, maledice se stesso e l’assiste nei suoi ultimi istanti. A Miller, accorso in quel momento, i due chiedono la benedizione e il perdono (terzetto finale «Padre! ricevi l’estremo... addio!»). Luisa muore; entrano intanto Wurm,Walter e i contadini. Rodolfo trafigge Wurm con la sua spada e cade anch’egli senza vita accanto al corpo di Luisa.
 
Claudio Toscani
CERCALA MIA SCALA
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Teatro alla Scala