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Fidelio

Ludwig Van Beethoven

Soggetto

Atto I

Il cortile della prigione di Stato.
Jaquino, guardiano della prigione, fa la corte a Marzelline, figli del carceriere Rocco (Duetto: «Jetzt, Schätzchen, jetzt sind wir allein»). Marzelline tuttavia sdegna le sue attenzioni, da quando alla prigione è arrivato il giovane Fidelio. Questi è in realtà Leonore, il cui marito Florestan è scomparso misteriosamente oltre due anni prima; senza dar credito alle voci che lo danno per morto, Leonore ha raggiunto il carcere in cui sospetta l’abbia rinchiuso il governatore Don Pizarro, suo nemico. Qui, in abiti maschili e sotto il nome di Fidelio, si è guadagnata la fiducia di Rocco, del quale è divenuta aiutante.Marzelline resta sola e canta il suo amore per Fidelio, al quale spera presto di essere congiunta in matrimonio (Aria: «O wär ich schon mit dir vereint »). Rocco interpreta lo zelo del suo giovane aiutante come un segno del suo amore per Marzelline (Quartetto: «Mir ist so wunderbar»); gli promette dunque la figlia in sposa, raccomandando a entrambi di non dimenticare che anche il denaro è necessario la felicità (Aria: «Hat man nicht auch Gold beineben»). Rocco acconsente alla richiesta di Fidelio di accollarsi anche i lavori più pesanti, accompagnandolo nei sotterranei, dove la giovane sospetta sia incarcerato Florestan (Terzetto: «Gut, Söhnchen, gut»).

Al suono di una marcia entra Pizarro, governatore della prigione, accompagnato da alcuni ufficiali. Una lettera lo avverte che Don Fernando, ministro di Spagna, giungerà presto per compiere un’ispezione al carcere: Pizarro decide allora di sopprimere il prigioniero chiuso nei sotterranei, e ne pregusta l’uccisione (Aria con coro: «Ha, welch ein Augenblick»). Chiede a Rocco di uccidere il prigioniero e nasconderne il cadavere; al suo rifiuto gli ordina di scavare un fossa, poiché provvederà lui stesso all’assassinio (Duetto: «Jetzt, Alter, jetzt hat es Eile»). Leonore, che ha sentito tutto, inorridisce, ma non abbandona la speranza di salvare lo sposo (Recitativo e aria: «Komm, Hoffnung, laß den letzten Stern»). Convince Rocco a lasciare uscire per un mom nto dal carcere i prigionieri, che tornano all’aperto felici di respirare l’aria pura (Finale: «O welche Lust, in freier Luft»). Fidelio, intanto, ottiene da Rocco il permesso di accompagnarlo nei sotterranei e di aiutarlo a scavare la fossa per il prigioniero. Pizarro, irato per l’iniziativa del carceriere, fa rinchiudere di nuovo i prigionieri; Rocco calma la sua collera ricordandogli la morte imminente di Florestan. 

Atto II

Un oscuro carcere sotterraneo.
Florestan, incarcerato da Pizarro per aver denunciato i suoi misfatti, giace incatenato nell’oscurità, ma sa di aver agito rettamente. Nel delirio ha una visione: Leonore, come un angelo, lo riconduce alla libertà (Introduzione e aria: «In des Lebens Frühlingstagen»). Giungono Rocco e Fidelio, per eseguire gli ordini di Pizarro e preparare la tomba per il prigioniero (Melologo e duetto: «Nur hurtig fort, nur frisch gegraben»). Leonore riconosce Florestan, ma non può ancora svelare la sua identità al marito; lo conforta con pane e vino e ne riceve la promessa di una ricompensa in un mondo migliore (Terzetto: «Euch werde Lohn in bessernWelten»). Nel sotterraneo scende Pizarro, pronto a commettere l’assassinio. Prima di pugnalare Florestan si fa riconoscere da lui; Leonore si getta tra i due, facendosi anch’essa riconoscere. Pizarro, riavutosi dalla sorpresa, si slancia per uccidere entrambi, ma Leonore lo ferma minacciandolo con una pistola (Quartetto: «Er sterbe! Doch er soll erst wissen »).

Squilli di tromba dalla torre annunciano l’arrivo del ministro. Pizarro lascia il sotterraneo per andare a riceverlo; Leonore e Florestan si riabbracciano, dando libero sfogo alla loro gioia (Duetto: «O namenlose Freude!»). Piazza di parata del castello con la statua del re. Don Fernando porta un messaggio di fratellanza e libertà: per ordine del re tutti i prigionieri devono essere liberati. Rocco conduce Florestan e Leonore alla presenza del ministro; questi riconosce, stupito, l’amico che credeva morto da tempo. Vengono svelate le colpe di Pizarro, che viene tratto in arresto. Leonore, tra l’esultanza generale, libera Florestan dalle catene (Finale: «Heil sei demTag, heil sei der Stunde»).         

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