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Die Zauberflöte

Wolfgang Amadeus Mozart

Soggetto

L’azione si svolge in un antico Egitto immaginario.

Atto I

Paesaggio montuoso, sullo sfondo un tempio.

Tamino, vestito da cacciatore, entra in scena inseguito da un serpente. Sopraffatto dall’emozione, cade svenuto. Le porte del tempio si aprono ed escono tre damigelle che, ucciso il serpente, ammirano il volto del giovane e in fretta si allontanano per avvertire la Regina della Notte. Tamino, ripresi i sensi e visto il serpente morto, si stupisce e crede di dovere la sua salvezza a uno strano personaggio appena comparso: è Papageno, un uccellatore vagabondo vestito di piume, che suona un piccolo flauto. Papageno non smentisce, ma è subito punito per la menzogna dalle tre damigelle ricomparse, che gli chiudono la bocca con un lucchetto d’oro. Intanto le fanciulle mostrano a Tamino il ritratto della figlia della Regina della Notte: la bellezza della giovane infiamma il suo cuore.
Ma la fanciulla è stata rapita dal malvagio Sarastro; e Tamino, ormai conquistato dalla sua avvenenza, si offre di salvarla. Le damigelle allora porgono a Tamino un flauto d’oro, dotato di poteri magici, liberano Papageno dal lucchetto e gli ingiungono di seguire Tamino fino al castello di Sarastro; anche a lui consegnano uno strumento magico, un carillon.

 

Sala nel palazzo di Sarastro.

Pamina ha tentato di fuggire per sottrarsi alle insistenze di Monostatos, ma è stata ripresa da costui e ora viene ricondotta con la forza nel palazzo. Monostatos vede Papageno, si spaventa e fugge; così Papageno può avvicinare Pamina, rivelarle di essere stato mandato dalla madre di lei, con un giovane principe, per liberarla. I due fuggono.

 

Un bosco.

Entra Tamino guidato da tre geni. Si vede il tempio di Iside: due porte sono chiuse, quella della Ragione e quella della Natura; un’altra, quella della Sapienza, si apre e un sacerdote spiega a Tamino che Sarastro non è uno stregone crudele e che è stato indotto per giusti motivi a sottrarre Pamina all’influenza della madre. Lo rassicura comunque che la fanciulla è viva. Tamino e Papageno, che scorta Pamina, si cercano a lungo nel bosco, servendosi dei loro strumenti per farsi sentire, e il carillon si dimostra utilissimo per mettere in fuga Monostatos e i suoi uomini che stanno per catturare Papageno e Pamina. Compare Sarastro: Pamina chiede perdono della fuga e ne spiega i motivi. Sarastro si dichiara pronto a concederla in sposa a un cavaliere degno di lei, ma non potrà mai lasciarla tornare dalla madre. Tamino viene trascinato in scena da Monostatos; i due giovani, che non si sono ancora mai visti, si gettano l’uno tra le braccia dell’altro, mentre Monostatos, che ha chiesto una ricompensa per il suo operato, viene punito.

Atto II

Bosco di palme con architetture.

Sarastro si rivolge ai suoi sacerdoti perché si prendano cura di Tamino desideroso di affrontare le prove che gli verranno assegnate per entrare a far parte della schiera degli iniziati e per sposare Pamina.

 

Atrio del tempio.

Tamino e Papageno incappucciati si preparano, saldo nel suo proposito il primo, colto da improvvisi terrori il secondo. La prima prova che li aspetta è il silenzio. Rimasti soli, i due sono avvicinati dalle tre damigelle della Regina della Notte che cercano in ogni modo di dissuaderli dall’impresa,ma invano.

 

Un boschetto.

Monostatos si avvicina furtivamente a Pamina addormentata e cerca di baciarla. Sopraggiunge la Regina della Notte a proteggere la figlia che si getta nelle sua braccia felice, cercando consolazione per quello che lei crede l’abbandono di Tamino, tutto preso dalle sue pratiche d’iniziazione. La Regina della Notte affida alla figlia un pugnale per uccidere Sarastro, ma Monostatos, che tutto ha sentito, minaccia di rivelare l’intrigo. Sopraggiunge Sarastro, che caccia Monostatos e rassicura la fanciulla dicendo che non la vendetta, ma l’amore, conduce alla felicità.


Atrio del tempio.

Tamino e Papageno continuano la loro prova. Compare una vecchia orrenda che dichiara di essere Papagena e si mette a parlare con Papageno, finché non scompare con grande fragore di tuoni. Nel cielo appare una tavola imbandita a cui i due iniziati possono rifocillarsi prima di continuare la prova. Richiamata dal flauto di Tamino, Pamina entra in scena, ma l’amato non può parlare ed ella, sconvolta, tenterà di uccidersi: la salveranno i tre geni rassicurandola sui sentimenti dell’innamorato. Ora Tamino deve superare altre prove: quella del fuoco e quella dell’acqua. Pamina ha seguito l’innamorato e gli consiglia di suonare il flauto magico. Le prove sono così superate.


Un giardino.

Papageno si dispera perché per un attimo gli è apparsa Papagena, divenuta giovane e bella, ma subito è sparita. Il suono del carillon la farà ricomparire.

 

Paesaggio di rupi scoscese.

La Regina della Notte, con Monostatos e le tre damigelle, cerca di avvicinarsi nascostamente al tempio per introdursi e uccidere Sarastro. Ma la terra, scossa da un terremoto, si apre per inghiottirli.

 

Nel tempio del Sole.

 

Sarastro in trono, circondato dai sacerdoti, con Tamino e Pamina celebra la vittoria del Sole sulle Tenebre.

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Teatro alla Scala