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L'altro Casanova

Una donna-Casanova

 

Giacomo Casanova - veneziano del Settecento spesso vissuto in esilio - alimentò la sua fama di conversatore arguto e implacabile seduttore. Fu anche mago dilettante, giocatore d’azzardo, speculatore, spia dell’inquisizione, spadaccino, scrittore e narratore efficace delle sue molte avventure galanti. Il suo cognome è passato in proverbio e utilizzato per descrivere un ben noto tipo di collezionismo maschile.

E alle donne, niente?

Il balletto L’altro Casanova mette in scena le imprese di una donna moderna alla ricerca del piacere fine a se stesso. Non la solita ingenua-incantata-vittima del balletto romantico. E neppure la perfida-maliarda del cinema che si accanisce su un uomo solo. Una donna super-emancipata che, proprio come Casanova, ama passare da un amante all’altro. E non solo.

Si dirà: non è roba da donne… Ma, se è vero che nell’arte della seduzione sono molto più brave dei maschi, perché mai non si dedicano già fin d’ora al collezionismo amoroso?
Si può forse avanzare una prima risposta spontanea: per l’uomo-seduttore-seriale c’è il termine Casanova (o Don Giovanni); per una donna ce ne sono molti altri che non è bene pronunciare. Né sentirsi affibbiare.

Una donna-Casanova: è una cosa da far riflettere! Ci sono? Ci saranno? Trasgressive per vendetta o per narcisismo? Reggeranno? Forse le donne che ci provano si smarriscono nell’arte della simulazione sentimentale tipica dei Casanova. Ahimé, nelle donne il paralizzante sentimento amoroso giunge spesso inatteso, altre volte indesiderato, coinvolgendole emotivamente senza remissione. Poverine. In molte. Ma con l’eccezione de L’altro Casanova, interpretato dalla grande danzatrice russa Polina Semionova.

Il balletto di Gianluca Schiavoni ha un effetto “macchina del tempo”. Entro una sala barocca di una Venezia sognata, tutta illuminata da volanti vestiti-lampadari, tra turbini di vele di seta rossa, fra le ipocrisie e le maniere di quel tempo, tra grovigli corporei, specchi e ombre, una donna gioca col maschile per puro diletto.

“Il sesso a ripetizione – dice il coreografo - non sarà la più importante componente del femminile da un punto di vista sociale, ma si presta comunque ad essere narrato con la lingua della danza, come lo era nell’Ottocento l’amore casto e romantico”.

E in questa fantasia onirica, l’idea di un elegante mondo settecentesco, con le sue musiche, le sue movenze e il suo libertinaggio, viene immaginato dalle pulsioni di una donna moderna, con i suoi incubi e i suoi turbamenti. Una donna che persegue solo il suo puro piacere personale, dal quale è evidentemente dominata. Una donna che rifiuta la monogamia, ama vivere nel gioco un po’ orgiastico della ricerca del diverso, oltre che dedicarsi a partner sempre nuovi.

Forse, proprio come Casanova, si può anche innamorare perdutamente, ma la tentazione di continuare a sedurre è più forte di lei.

Nel balletto, spiega Schiavoni, “proprio perché vi saranno musiche del settecento che subiscono una metamorfosi, i movimenti coreografici si trasformano esattamente come si trasforma la musica e come si è trasformato il mito rivissuto di Casanova”.

Un passato e un presente rifusi in una continua metamorfosi.

E nella coreografia i danzatori passano “dal rigido narrativo al morbido allusivo. … E questa conquista di fluidità è sostanziale. Soprattutto per un tema – l’instabilità amorosa - in cui è necessario il movimento seduttivo del corpo…. Potrei descrivere la mia coreografia come una danza moderna intossicata di figure settecentesche”.

La colonna sonora delle conquiste di una moderna avventuriera che sogna un passato disinibito è quella di Vivaldi e di altri musicisti a lui contemporanei. Ma, avendo la storia i suoi intoppi emotivi, vi sarà anche qualche rara pagina più moderna, e soprattutto (K)ein Sommernachtstraum di Alfred Schnittke, un pezzo sinfonico geniale e visionario. “Pare un musicista manierato e “galante” – spiega ancora il coreografo - che, in preda ai funghi allucinogeni, si veda proiettato in età future che si susseguono in un caleidoscopio di deformazioni stilistico-temporali… Un Mozart che si fuma uno spinello…”.
Un moralista potrebbe dire che anche il casanovismo al femminile ha un suo prezzo da pagare in termini di disturbo emotivo…
 

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