L'altro Casanova

Soggetto

 

Casanova appare sommerso in una valle di corpi, desideroso di cantare l’amore futuro, presente e passato. Un grande manto rosso avvolge un’unica grande anima, prima che si addormenti nel sogno dei rimpianti. Ora la sua danza è solare, giocosa, potente. Dal fascino delle sue movenze capiremo chi è Casanova e chi si nasconde dietro la sua maschera.

Egli insegue Eros – il suo alter ego – incarnazione di un desiderio infinito. E il suo mito di pergamena ammalia corpi senza volto e senza meta, che migrano nell’etere come molecole promiscue. Sono le sue perle amorose, nate da quelle stesse ostriche afrodisiache, offerte innumerevoli per stordire e sedurre. Casanova appare come personalità completa e matura, ma vive un’eterna fanciullezza accecato dalla sua vorace libertà. Il mistero dell’ossessione di Eros lo droga d’ossigeno, fino al delirio d’onnipotenza; ma le metamorfosi e le vendette dell’amore possono anche apparire in forma d’incubo macabro.

Dal cibo prediletto si passa alla nausea e all’indigestione – la bellezza, di cui è innamorato, viene profanata e deturpata – il seduttore per definizione subisce l’eccesso   trui. Per fortuna esiste quel particolare respiro del risveglio. Ogni forte sensualità è in costante sviluppo: in amore i ruoli possono essere scambiati in allegria, creando turbamento, ma anche interesse. L’amore può divenire un gioco di parti.

L’esperienza risveglia i sensi sopiti di Casanova che scivola verso un’insolita avventura. La cerimonia della “svestizione” è il superamento di un’età ormai consumata. Ci si avvia alla grande festa che sta per iniziare, incontrollabile. L’orgia danzante dà assuefazione emotiva a quel branco sovraeccitato. Casanova è consapevole del proprio arbitrio sentimentale e votato all’ennesimo incontro. Alla fine il suo animo inquieto si placa: è in armonia con la parte più nascosta di sé. Forse è solo una pacificazione provvisoria.


Gianluca Schiavoni e Andrea Forte Calatti

CERCALA MIA SCALA
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Teatro alla Scala