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Alain Planès

Il compleanno di Liszt sui pianoforti di Liszt

Ridotto dei palchi "A. Toscanini"

 

22, 23 Ottobre

L'evento in poche righeApri 
Il 22 ottobre del 1811 nasceva Franz, anzi Ferenc Liszt, e il Teatro alla Scala celebra con due concerti molto speciali il duecentesimo compleanno del musicista che proiettò il pianoforte nella sua dimensione “trascendentale”.

Due motivi dominanti si intrecciano in questi concerti: il tema “italiano” dei programmi e l’autenticità degli strumenti usati.

Alain Planès, artista sensibile e grande studioso delle tecniche esecutive nell’epoca classica e romantica, esegue il Secondo anno degli Années de pèlerinage e il Supplemento Venezia e Napoli su tre preziosi pianoforti legati strettamente alla vita e alla musica di Liszt. Il che trasforma i recital in un vero viaggio nel tempo.

Due pianoforti sono bellissimi Grand Piano da concerto costruiti da Érard nel 1853 il primo e nel 1892 il secondo, entrambi offerti per l’occasione dalla Signora Fernanda Giulini, musicista e appassionata collezionista di pezzi rari, ma soprattutto significativi nell’evoluzione storica della tastiera. Il terzo è uno Steinway del 1883, conservato nel Museo Teatrale, oggi restaurato profondamente per restituirlo in ogni dettaglio all’originale, entrato nel patrimonio della Scala come in un romanzo. Lo Steinway è l’ultimo pianoforte posseduto da Liszt, che lo donò poco prima della sua morte alla nipote Daniela von Bülow, primogenita di Cosima Liszt. Daniela von Bülow sposava nel 1886 lo storico Henry Thode e con lui veniva ad abitare in Italia, sul Lago di Garda, nella Villa Cargnacco che allo scoppio della Prima Guerra Mondiale veniva requisita, quindi affidata e nel 1922 acquistata da D’Annunzio che la trasformava nel Vittoriale, pianoforte incluso. Alla morte di D’Annunzio, la Baronessa von Bülow ottenne la molto reclamata restituzione dello Steinway, che infine donò alla Scala, lo stesso teatro in cui un ventisettenne Liszt, all’apice della carriera, in compagnia di Marie D’Agoult, durante il suo primo viaggio in Italia aveva tenuto tre recital: il 10 dicembre del ’37 in sala grande, il 18 febbraio e il 15 marzo nel Foyer , poi intitolato a Toscanini. Lo stesso nel quale oggi ci troviamo.

Érard era il geniale costruttore parigino dei pianoforti – inizialmente fortepiani - che per tutta la carriera Liszt predilesse. Gli strumenti di Érard avevano un suono morbido, ricco di nuances, ma erano tutt’altro che fragili o imprecisi, come un poco i Pleyel, amati da Chopin. Già nel 1824, l’anno in cui Liszt appena quattordicenne cominciava a sbalordire Parigi musicale, sul Moniteur Universel si leggeva: “La tastiera è più flessibile di qualunque altra, e i suoni hanno una forza, un’uniformità e una purezza altrettanto ammirevoli”. E sul Journal des Débats, il 23 marzo, un commento ancora più tecnico: “Questo strumento unisce i vantaggi dei pianoforti a scappamento e senza scappamento; il tasto parla in tutte le posizioni in cui si trova, e non è affatto necessario lasciarlo risalire per trarne suoni nuovi. Questo agio, questa prontezza, sono del massimo valore per la perfezione del trillo e una infinità di passaggi che richiedono una esecuzione delicata e leggera. Questa scoperta è importante per il pianoforte quanto quella del doppio movimento lo è stato per l’arpa; è un problema che il talento del Signor Sébastien Érard ha appena risolto, e di cui i pianisti sapranno apprezzare conseguenze e vantaggi”.

Il più vecchio dei due pianoforti Érard, quello del 1853, è dunque uno strumento già molto evoluto dal punto di vista meccanico, forte di voce , netto e preciso nella risposta, rispetto a quello che Liszt aveva suonato al suo debutto come enfant prodige: è un prodotto centrale, cronologicamente e tecnicamente, nella produzione della casa francese.

Il secondo dei pianoforti Érard, anno 1892, è il prodotto finale di quella evoluzione tecnica, ma è in fondo una variante del modello Érard anni Ottanta. Dunque è solo cronologicamente successivo allo Steinway, come fattura, non dal punto di vista dell’evoluzione del pianoforte in assoluto.

Lo Steinway è lo strumento che Liszt ricevette nel 1883 dalla casa madre, affinché ne sperimentasse le novità e potesse diventarne testimonial di fronte al mondo musicale di fine secolo. Lo Steinway “Scala” del 1883 è già la somma dei brevetti che avrebbero di lì a poco conferito alla Steinway & Sons la supremazia nella progettazione e nella costruzione di pianoforti, durata fino a oggi. Nel 1883 Liszt ha 72 anni, non è più il mago di un tempo, ma non ha dubbi: lo Steinway è un “…Grandioso capolavoro di forza, di sonorità, di qualità di canto, di effetti armonici perfetti…”, scrive in una lettera a Steinway. É una consapevolezza in forma di testamento: il pianoforte è già entrato in un altro tempo e in un’altra dimensione, grazie a lui.

 

Pianoforte
Alain Planès

Programma 

Franz Liszt
Années de pèlerinage. Deuxième Année, Italie S.161

Venezia e Napoli. Supplément aux Années de pèlerinage, vol. II S. 162
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Teatro alla Scala