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Montserrat Caballé

Ph. Erio Piccagliani
26 Gennaio 2019
Grandi Voci alla Scala

Ridotto dei Palchi "A. Toscanini"

Ingresso libero fino a esaurimento posti 

 

Tutti gli incontri, organizzati in collaborazione con la rivista ‘L’opera’ e coordinati da Sabino Lenoci e Giancarlo Landini, prevedono ascolti, proiezioni video, ospiti e testimonianze.

 

È dedicato a Montserrat Caballé il prossimo appuntamento del ciclo “Grandi voci alla Scala”, sabato 26 gennaio alle ore 17 al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala. All’incontro - a ingresso libero fino a esaurimento posti - parteciperà Andrea Merli, insieme a Sabino Lenoci e Giancarlo Landini, direttore e vicedirettore della rivista ‘l’opera’, che realizzano il ciclo “Grandi voci alla Scala” in collaborazione con il Teatro. L’incontro in ricordo del grande soprano spagnolo vede anche la collaborazione dell’Instituto Cervantes de Milán. 

Artista tra le più importanti della storia del canto, alla Scala Montserrat Caballé ha interpretato, in allestimenti memorabili, molte delle parti per cui verrà sempre ricordata, dal Belcanto alla cui rinascita ha dato un contributo incalcolabile (Lucrezia Borgia, Norma, Maria Stuarda, Anna Bolena) alle grandi eroine verdiane (Amelia, Aida, Luisa Miller, Leonora de La forza del destino), fino a Salome, interprete di riferimento, con la purezza emotiva del suo canto, anche dell’opera di Strauss.

Montserrat Caballé debutta alla Scala nel 1960 come fanciulla fiore nel Parsifal di Wagner diretto da André Cluytens. La rivelazione avviene tuttavia dieci anni più tardi con uno dei titoli che al suo nome resteranno indissolubilmente legati: Lucrezia Borgia di Donizetti diretta da Ettore Gracis con la regia di Margherita Wallmann. Nel 1971 è Maria Stuarda, a fronte dell’Elisabetta di Shirley Verrett, con la direzione di Carlo Felice Cillario e ancora la Wallmann a firmare lo spettacolo. Nel 1973 è la volta di Norma di Bellini con Gianni Raimondi come Pollione, Gianandrea Gavazzeni sul podio (Francesco Molinari Pradelli nella ripresa del 1975) e la regia di Mauro Bolognini. Caballé disegna una Norma umana e intensa, vivamente appassionata, stilisticamente impeccabile, capace di reggere il confronto con l’interpretazione di Maria Callas. Nel 1975 arriva anche il suo primo Verdi scaligero: Un ballo in maschera diretto da Francesco Molinari Pradelli con José Carreras e Renato Bruson, spettacolo di Franco Zeffirelli. L’anno seguente è la volta di Aida con Thomas Schippers sul podio, lo spettacolo di Zeffirelli e in palcoscenico Carlo Bergonzi e Grace Bumbry. Sempre nel 1976 è Luisa Miller nello spettacolo di Filippo Crivelli con Luciano Pavarotti, Piero Cappuccilli e la direzione di Gianandrea Gavazzeni; ancora con Gavazzeni riprende Norma nel 1977 con Giorgio Casellato Lamberti e Tatiana Troyanos. Nel 1978 è protagonista della leggendaria produzione de La forza del destino diretta da Giuseppe Patané con José Carreras, Piero Cappuccilli, Nicolai Ghiaurov, la regia di Lamberto Puggelli e le scene di Renato Guttuso. Nel 1982 il ritorno a Donizetti con un’imprudente ripresa dell’allestimento viscontiano di Anna Bolena, in cui aveva cantato Maria Callas, naufraga a causa un malore dell’artista non perdonato da parte del pubblico. Claudio Abbado la chiama nel 1985 per un’esecuzione della Messa da Requiem di Verdi in San Marco in memoria di Carlo Alberto dalla Chiesa, con Peter Dvorsky, Lucia Valentini Terrani e Samuel Ramey. Montserrat Caballé torna trionfalmente alla Scala nel 1987 come protagonista di Salome di Richard Strauss nel celebre allestimento di Bob Wilson con i costumi di Versace e Kent Nagano sul podio.

 

 

 

Con la collaborazione di

Instituto Cervantes