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Leyla Gencer

Ph. Erio Piccagliani
12 Maggio 2018
Grandi Voci alla Scala

Ridotto delle Gallerie

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

Sabato 12 dalle ore 16 nel Ridotto delle Gallerie Leyla Gencer sarà ricordata con un incontro del ciclo “Grandi voci alla Scala”, organizzato in collaborazione della rivista l’Opera. Franca Cella, Giancarlo Landini e Sabino Lenoci ripercorreranno le tappe principali della carriera dell’artista con video e ascolti.

 

Leyla Gencer ha debuttato alla Scala il 26 gennaio 1957 nella parte di Madame Lidoine nella prima assoluta dei Dialogues des Carmélites di Poulenc. Da allora il Teatro milanese è stato la seconda casa del soprano turco. Come cantante vi è regolarmente tornata, fino al 29 dicembre 1979, quando ha indossato i panni di Lady Billows nell'Albert Herring di Britten alla Piccola Scala. In poco più di vent’anni la Gencer si è prodotta in un repertorio vastissimo. Ha affrontato Norma, Lucrezia Borgia, Poliuto dando un apporto fondamentale al moderno recupero del melodramma italiano del primo Ottocento e del belcanto, che ha coltivato assiduamente anche su altre prestigiose ribalte. Significativo in particolare il suo contributo alla Donizetti Renaissance, quale interprete di riferimento di Maria Stuarda, Roberto Devereux, Belisario, Caterina Cornaro. Tra le eroine verdiane ricordiamo Amelia ne Un ballo in maschera, Elisabetta in Don Carlo, Elena ne I vespri siciliani, Aida, Amelia/Maria nel Simon Boccanegra, e Lady nel Macbeth. Si è cimentata con due titoli fondamentali del Classicismo della seconda metà del Settecento: Alceste di Gluck e Idomeneo di Mozart. Si è fatta valere nella Dama di picche di Čajkovskij, in Assassinio nella Cattedrale di Pizzetti (altra prima assoluta), nel Mefistofele di Boito, nell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi. Ha lavorato con grandi direttori: Claudio Abbado, Hermann Scherchen, Antonino Votto, Gabriele Santini, Nino Sanzogno, Wolfgang Sawallisch e soprattutto con Gianandrea Gavazzeni, che ancora meglio di altri ha saputo metterne in risalto le qualità. Dopo il 1979 il nome di Leyla Gencer è rimasto legato alla Scala, prima come Responsabile del Corso di interpretazione (Farnace di Vivaldi, 1983) poi come Direttore Artistico dell’Accademia del Teatro, firmando diverse produzioni (Ugo, conte di Parigi di Donizetti, Il barbiere di Siviglia di Rossini, Così fan tutte di Mozart) e dimostrandosi una mirabile maestra di canto e una figura carismatica. Ha messo la sua tecnica di altissimo livello e la sua arte, segnata da una personalità straordinaria, al servizio delle giovani generazioni.