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Mahler 10 / Petite Mort / Boléro

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  • Petite Mort
Ph. Marco Brescia & Rudy Amisano
Dal 10 Marzo al 7 Aprile 2018
Gustav Mahler / W. A. Mozart / Maurice Ravel

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Direttore David Coleman

Mahler 10

Musica Gustav Mahler
Coreografia Aszure Barton
Scene e luci Burke Brown
Costumi Susanne Stehle

Nuova Produzione Teatro alla Scala 

Prima rappresentazione assoluta

Petite Mort

Musica Wolfgang Amadeus Mozart
Coreografia Jiří Kylián
Costumi Joke Visser
Luci

Jiří Kylián

realizzate da Joop Caboort

Pianoforte Takahiro Yoshikawa

Produzione Teatro alla Scala

BolÉro

Musica Maurice Ravel
Coreografia Maurice Béjart
Luci Marco Filibeck
Étoile Roberto Bolle (10, 13s, 16, 20, 23 mar.)

Produzione Teatro alla Scala

 

 

IL BALLETTO IN POCHE RIGHE

 

Tra marzo e aprile, un trittico celebra grandi ritorni e ospita una nuova creazione, in prima assoluta. Dopo oltre dieci anni torna ad affascinare Petite Mort di Jiří Kylián con il suo fluido inanellarsi di momenti di gruppo e splendidi passi a due dalle diverse tonalità, creato su commissione del Festival di Salisburgo nel secondo centenario della morte di Mozart sulle sezioni lente di due tra i concerti per pianoforte più belli e famosi. Un altro maestro del Novecento, Maurice Béjart, un altro “cult”, Boléro. Dopo oltre quindici anni il mitico tavolo rotondo torna sul nostro palcoscenico ad accogliere, per la prima volta, Roberto Bolle nel ruolo della Melodia. La prima assoluta è affidata a Aszure Barton coreografa acclamata a livello internazionale, indicata “tra i più innovativi coreografi di questa generazione” da Mikhail Baryshnikov. Estro, creatività, virtuosismo, umanità, musicalità e energia coreografica sono i termini più ricorrenti associati ai suoi lavori, creati per la sua Aszure Barton & Artists,per le più prestigiose compagnie classiche e moderne e le istituzioni più rinomate al mondo. Sull’Adagio della Sinfonia n.10 di Mahler, coinvolgerà in maniera ampia gli artisti del ballo, attraverso la potente partitura che si sviluppa con un arco incessante di emozione, per parlare alla bellezza e la fragilità dell’essere.