La Bayadère

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  • 52  La Bayadere 2018.04.30 by Damir Yusupov2
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Dal 7 al 10 Settembre 2018
Ludwig Minkus

Durata spettacolo: 3 ore inclusi intervalli

Balletto in tre atti

Libretto di Marius Petipa e Sergei Khudekov

nella versione di Yuri Grigorovich

 

Corpo di Ballo del Teatro Bol'šoj di Mosca
Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala
Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala

 

Produzione del Teatro Bol'šoj di Mosca

 

PRIMO ATTO: 50 minuti / Intervallo: 25 minuti
SECONDO ATTO: 40 minuti / Intervallo: 25 minuti

TERZO ATTO: 40 minuti 

 

Musica Ludwig Minkus
Direttore Pavel Sorokin
Coreografia Marius Petipa (1877)
Ripresa in una nuova versione coreografica da Yuri Grigorovich
Con estratti dalle versioni di

Vakhtang Chabukiani,
Konstantin Sergeyev,

Nikolai Zubkovsky

Scene e costumi Nikolai Sharonov
Consulente per scenografie e costumi Valery Leventhal
Luci Mikhail Sokolov

Cast 

 
Nikiya

Svetlana Zakharova (7 sett.)

Olga Smirnova (8 sett.)

Alyona Kovalyova (10 sett.)

Dugmanta, Rajah Alexei Loparevich 
Gamzatti, sua figlia

Olga Marchenkova (7 sett.)

Margarita Shrainer (8 sett.)

Kristina Kretova (10 sett.)

Solor, il nobile guerriero

Denis Rodkin (7 sett.)

Semyon Chudin (8 sett.)

Jacopo Tissi (10 sett.)

Il Gran Bramino Alexander Fadeyechev
Toloragva, guerriero Ivan Alexeyev
Uno Schiavo

Alexander Vodopetov (7, 10 sett.)

Ivan Filchev (8 sett.)

Magedavia, fachiro

Anton Savichev (7, 10 sett.)

Georgy Gusev (8 sett.)

Aya, schiava Anna Balukova (7, 10 sett.), Kristina Karasyova (8 sett.)
Jampè Bruna Cantanhede Gaglianone, Victoria Litvinova
Grande danza classica (II atto) Daria Bochkova, Elizaveta Kruteleva, Daria Khokhlova, Eleonora Sevenard, Antonina Chapkina, Ksenia Zhiganshina, Anastasia Denisova, Alexandra Trikoz, Egor Khromushin, Dmitry Efremov
Danza indù col tamburo

Kristina Karasyova (7, 10 sett.), Denis Savin (7, 10 sett.), Georgy Gusev (7, 10 sett.)

Anna Balukova (8 sett.), Nikita Kapustin (8 sett.), Alexei Matrakhov (8 sett.)

Idolo d'oro

Vyacheslav Lopatin (7, 10 sett.)

Denis Zakharov (8 sett.)

Manu (Danza col la Brocca) Anna Tikhomirova
Quadro "Ombre"   
Prima Variazione

Elizaveta Kruteleva (7, 10 sett.)

Daria Bochkova (8 sett.)

Seconda Variazione

Margarita Shrainer (7, 10 sett.)

Daria Khokhlova (8 sett.)

Terza Variazione Antonina Chapkina

 

IL BALLETTO IN POCHE RIGHE

 

Dal 7 al 13 settembre 2018 il palcoscenico del Teatro alla Scala si aprirà ad una prestigiosa ospitalità: in scena, il Balletto del Teatro Bol’šoj, nel quadro di una collaborazione che aveva visto la Scala lo scorso settembre a Mosca con Simon Boccanegra diretto da Myung-Whun Chung e la Messa da Requiem di Verdi diretta da Riccardo Chailly. Il corpo di ballo moscovita propone due titoli importanti tra novità e storia del balletto: in apertura, per tre recite sarà in scena La bayadère nella versione coreografica di Yuri Grigorovich, da Marius Petipa. La bayadère è uno dei balletti cardine del repertorio classico, e vide la sua prima assoluta a San Pietroburgo nel 1877. Un’India da leggenda, gli intrighi e i drammi d’amore della bella Nikiya, danzatrice del tempio, del principe Solor e di Gamzatti, figlia del Rajah: lussureggiante esotismo, nato dal fascino dei paesi esotici nei popoli occidentali e dal successo di opere letterarie come il poema indiano Śakuntalā di Kālidāsa, la cui leggenda ispirò Marius Petipa a creare una perfetta armonia fra scene di massa e personaggi principali, dai sentimenti contrastanti, con momenti di alto lirismo e fascino poetico. Su tutti, la meraviglia del Regno delle Ombre, pura danza, di creature che con geometrico nitore e inesauribili figurazioni fanno eco ai protagonisti, quadro che aprì la strada alla fortuna occidentale di questo balletto. Lavorare sui balletti di Petipa è stata una delle linee principali dell’attività coreografica di Grigorovich, consapevole della presenza viva di Petipa e della conservazione dell’eredità classica - e Petipa stesso meglio di altri, ha dimostrato che i vecchi balletti devono essere ripresi. Questo era l'obiettivo  di Grigorovich quando allestì La Bayadère nel 1991 e quando l’ha riproposta nel 2013. I principi alla base della produzione restano invariati:ci sono tutte le composizioni originali di Petipa, le successive interpolazioni e anche gli ampi frammenti dell’azione ri-coreografati dallo stesso Grigorovich; la novità, per il pubblico del 2013, è l'assenza del finale: non c'è il terremoto che distrugge il tempio. Grigorovich ha deciso che, dopo l'atto sinfonico delle Ombre, non era necessaria altra danza: "Le Ombre sono una vetta nell'arte del balletto;  speriamo che lo siano ancora per molto. E che ogni persona in sala possa sentire a portata di mano la magia del balletto russo, una delle meraviglie del mondo". 

 

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