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Un bel dì vedremo - Il Giappone ai tempi di Madama Butterfly

29 Novembre 2016

Giornata di Studio Internazionale in occasione dei 150 anni di amicizia tra Italia e Giappone organizzata da Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell'Università degli Studi di Milano e Teatro alla Scala e coordinata da Rossella Menegazzo e Alberto Bentoglio, con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone a Roma.

 

Una coincidenza unica e intima quella della commemorazione dei 150 anni dalla firma del primo Trattato di amicizia e commercio tra Italia e Giappone con lo spettacolo della Madama Butterfly di Puccini a inaugurare la stagione del Teatro alla Scala, il 7 dicembre 2016, sotto la prestigiosa bacchetta del Maestro Riccardo Chailly.

Un’opera che, si sa, usa il linguaggio dell’Orientalismo raccontando di un’epoca, quella tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, in cui il Giappone aveva appena aperto i suoi porti all’Occidente, importandone novità artistiche e scientifiche e permettendo la residenza in territorio nipponico agli stranieri, mentre dall’altra parte l’Europa guardava al Giappone come meta di viaggio esotica e punto di riferimento per nuove estetiche. Quelle legate in particolare alle stampe del Mondo Fluttuante (ukiyoe), che velocemente conquistarono l’Occidente trasformando lo sguardo e la produzione di molti artisti, ma anche più ampiamente alle produzioni artigianali giapponesi (lacche, ceramiche, kimono, spade, paraventi e ventagli) che si diffusero fino a cambiare le abitudini e gli oggetti del quotidiano di un ampio strato della popolazione europea.
Un’opera, Madama Butterfly, che dice tutto anche sulla preziosa sinergia che Italia e Giappone hanno da sempre e continuano a rinnovare in questi anni tra stereotipi e curiosità reciproci.
Quale era il vero Giappone all’epoca di Madama Butterfly? Cosa avveniva in Giappone mentre Puccini raccontava questa storia all’Europa? Ed esiste una sola Butterfly o possiamo ricondurre a questo modello altre storie anche nella tradizione teatrale giapponese?
Organizzato dal Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università statale di Milano, il convegno ospiterà – accanto a studiosi e critici italiani e giapponesi di musicologia e storia del teatro, oltre che di storia dell’arte giapponese – il XX° caposcuola della tradizione di teatro Nō Maestro Kazufusa Hōshō, grande amante dell’Italia, dell’Opera e della Commedia dell’arte che per la prima volta offrirà una visione della Butterfly così come proposta dal teatro tradizionale giapponese.
A concludere il convegno, l’intervento più atteso: il Maestro Riccardo Chailly, punto di riferimento per gli studi pucciniani in tutto il mondo, racconterà il Giappone della sua Butterfly.
 

 

PROGRAMMA


Saluti delle Autorità del Teatro alla Scala / S.E. Ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemoto / Rettore dell’Università degli Studi di Milano Gianluca Vago


Presiede
Fabrizio Slavazzi
(direttore Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali, Università degli Studi di Milano)


Relatori


Rossella Menegazzo (Università degli Studi di Milano)
Il vero Giappone ai tempi di Madama Butterfly: tra arte e letteratura


Kazufusa Hōshō (XX° Sōke della scuola Hōshō di teatro Nō)
Madama Butterfly secondo i programmi del teatro tradizionale giapponese Nō


Alberto Bentoglio (Università degli Studi di Milano)  

“A Nagasaki. Epoca presente”. Quale Giappone per Butterfly?


Satsuki Inoue (Aichi Prefectural University of Fine Arts)
Madame Butterfly and Madame Sada Yakko


Cesare Fertonani (Università degli Studi di Milano)

La musica d’arte occidentale e il Giappone nella prima metà del Novecento


Saluto video del maestro Takao Okamura (cantante lirico, Premio Puccini 2011)


Ospite d’onore
Maestro Riccardo Chailly che interverrà dalle 17.00 alle 17.30 (Teatro alla Scala)

 

 

Ridotto dei Palchi A. Toscanini

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.