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Prima delle Prime

Prima delle Prime

 

Dalla cenere al Palazzo

 

Stefano Tomassini

 

RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI”

GIOVEDI 17 DICEMBRE 2015, ORE 18

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

 

La nuova Stagione di Balletti alla Scala si aprirà con una creazione: ad inaugurare la programmazione 2015/2016 sarà infatti Cinderella, nuova produzione della Cenerentola di Prokof’ev affidata a Mauro Bigonzetti, tra i coreografi italiani maggiormente richiesti a livello internazionale: dodici recite dal 19  dicembre al 15 gennaio, inclusa (il 17 dicembre) la consueta Anteprima dedicata ai Giovani e la recita del 31 dicembre.  L’ultima presenza di questo titolo in Scala risale al 2006; dopo dieci anni, la celeberrima favola di Perrault porta una novità al repertorio: la ricchezza melodica e descrittiva della straordinaria musica di Prokof’ev, l’universo fantastico e fiabesco, la trama articolata di episodi e dinamiche tra i protagonisti  hanno stimolato l’estetica e la musicalità di Mauro Bigonzetti e la sua personale visione stilistica per una creazione cucita addosso ai ballerini scaligeri, che segue la traccia narrativa del racconto e si immerge nella varietà musicale delle innumerevoli danze e Leitmotive che affiorano dalla partitura. Cenerentola, il Principe, le Fate delle stagioni, la Fata Madrina, le Sorellastre, la Matrigna… senza luogo e senza tempo, ma in tutti i luoghi e in tutti i tempi, le figure scaturiscono dalle note di Prokof’ev e abitano uno spazio visivamente evocativo ma non astratto, figurativo ma non didascalico. 

Le molte letture coreografiche di questa straordinaria partitura dimostrano quanto le tematiche e la musica di questo balletto siano state e tuttora siano fonte di ispirazione, per un continuo confronto che non puo’ prescindere dalla sensibilità e dal vissuto artistico di ciascun autore. Stefano Tomassini introdurrà al pubblico le specificità di questa nuova Cinderella e le specificità della visione di Mauro Bigonzetti, del suo lavoro in sala con e per gli artisti della Scala, delle scelte artistiche di struttura e di allestimento, nel quadro di un percorso creativo tuttora in movimento, che ha visto il coreografo creare per compagnie classiche e ensemble moderni; un percorso variegato, stilisticamente molto sfaccettato e non nuovo al confronto con titoli del repertorio.

Docente presso l’Istituto di Studi italiani dell’Università della Svizzera Italiana di Lugano, consulente per la danza nei programmi di LuganoInScena, Stefano Tomassini è stato Fulbright-Schuman Research Scholar (2008-2009), Scholar-in-Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (2010), Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University (2011). Dal 2013 al 2015 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Si è occupato di Salvatore Viganò (Premio Marino Moretti) e di librettistica musicale e di danza; ha scritto su Enzo Cosimi, ha pubblicato gli scritti coreosofici di Aurel M. Milloss e le lezioni di Ted Shawn (con Alessio Fabbro). Ha curato per Treccani un’edizione di opere di Carlo Goldoni e uno studio sulla ricezione teatrale e musicale del poema di Ariosto.