Home –  Opera – 

L'incoronazione di Poppea

Ph. Lucie Jansch
Dall'1 al 27 Febbraio 2015
Claudio Monteverdi

Nuova produzione
in coproduzione con Opéra National de Paris

 

Orchestra del Teatro alla Scala

 

Durata spettacolo: 3 ore e 20 minuti incluso intervallo

 

Direttore Rinaldo Alessandrini
Regia, scene e luci Robert Wilson
Collaboratore alla regia Tilman Hecker
Collaboratore alla scenografia Annick Lavallée-Benny
Collaboratore ai movimenti coreografici Fani Sarantari
Costumi Jacques Reynaud
Lighting designer A.J. Weissbard
Drammaturgia Ellen Hammer

Cast 

Nerone Leonardo Cortellazzi
Poppea / La Fortuna Miah Persson
La Virtù / Ottavia Monica Bacelli
Amore Silvia Frigato
Ottone Sara Mingardo
Lucano, 1° soldato, 2° famigliare, 2° console Luca Dordolo
2° soldato, Liberto, 1° tribuno Furio Zanasi
Arnalta Adriana Di Paola
Nutrice Giuseppe De Vittorio
Seneca Andrea Concetti
Valletto, 1° console Mirko Guadagnini
Drusilla Maria Celeng
Mercurio, Littore, 3° famigliare, 2° tribuno Luigi De Donato
Damigella Monica Piccinini
1° famigliare Andrea Arrivabene

L'opera in poche righe

Robert Wilson, icona della scena contemporanea, riporta alla Scala il suo teatro fatto di stilizzazione, suprema eleganza ma anche ironia, tenerezza e tagliente lucidità. Con ancora negli occhi l’ade che si schiudeva con fasce d’ombra nell’Orfeo, le stilizzazioni arcaiche del Ritorno di Ulisse in Patria, Wilson completa per la Scala la “trilogia” monteverdiana con l’ultima sua opera: L’incoronazione di Poppea. Venne scritta nel 1642, agli esordi dell’opera, per uno dei primi teatri pubblici di Venezia. Per attirare un gran pubblico, il geniale librettista-contestatore Gian Francesco Busenello scrisse una storia di sesso e potere che pare una fiction attuale, di quelle che fanno audience. Nella storia della musica è il primo titolo “storico”, che parla di personaggi realmente vissuti (Nerone, Seneca) come di un tema eterno dell’umana realtà: l’arrampicatrice sociale che usa le sue arti amatorie con un potente per strapparlo alla moglie e ai buoni consiglieri che lo sconsigliano, per diventare imperatrice. Torna la direzione di Rinaldo Alessandrini per affrontare quest’opera tutta da ricostruire perché Monteverdi la lasciò manoscritta, con nude linee di canto, senza armonie e strumentazione, a parte qualche ritornello.