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Die Soldaten

Dal 17 Gennaio al 3 Febbraio 2015
Bernd Alois Zimmermann

Orchestra del Teatro alla Scala

Nuova produzione
in coproduzione con Festival di Salisburgo

 

Il pubblico che desideri approfondire quest’opera complessa e affascinante, tratta dal testo settecentesco di Jakob Lenz, potrà; partecipare agli incontri introduttivi gratuiti che avranno luogo nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini un’ora prima dell’inizio di ogni recita. 

 

Durata spettacolo: 2 ore e 30 minuti incluso intervallo

 

Direttore Ingo Metzmacher
Regia Alvis Hermanis
Scene Alvis Hermanis e Uta Gruber-Ballehr
Costumi Eva Dessecker
Luci Gleb Filshtinsky
Video designer Sergej Rylko

CAST 

Wesener Alfred Muff
Marie Laura Aikin
Charlotte Okka von der Damerau
Weseners alte Mutter Cornelia Kallisch
Stolzius Thomas E. Bauer
Stolzius' Mutter Renée Morloc
Die Gräfin de la Roche Gabriela Beňačková
Der junge Graf Matthias Klink
Desportes Daniel Brenna
Pirzel Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Eisenhardt Boaz Daniel
Mary Morgan Moody
Haudy Matjaž Robavs
Obrist Johannes Stermann
Drei junge Offiziere Paul Schweinester
  Andreas Frueh
  Clemens Kerschbaumer
Andalusierin (dancer) Donatella Sgobba
Der Bediente der Gräfin de la Roche Werner Friedl
Drei Faehnriche, Drei Hauptleute Stephan Schäfer; Justus Wilcken (27 gen.)
  Volker Wahl
  Michael Schefts
Madame Roux Anna-Eva Köck
Der junge Faehnrich, Ein junger Jaeger Rupert Grössinger
Der betrunkene Offizier Aco Biscevic
Artistin Katharina Dröscher
Offiziere Il Canto di Orfeo
 
 
 
Ensemble vocale “Il canto di Orfeo"
Direttori Ruben Jais e Gianluca Capuano

 

L'opera in poche righe

Un modernissimo testo teatrale del Settecento, divenuto un formidabile monumento del modernismo musicale del Novecento. E' un’opera che vive: in cinquant’anni Die Soldaten ha avuto molti allestimenti dopo la prima assoluta del 1965. Nel mitico testo di Jakob Lenz (1751-92), ambientato nella Francia prima della Rivoluzione, traumatizzata dalla guerra, si uniscono le illusioni del riscatto sociale e la denuncia dell’irresponsabilità maschile, col solito conto di sangue e sofferenze pagato da tutti, donne e uomini. Il geniale eclettismo di B. A. Zimmermann (1918-70) fonde complessità modernistiche, recitativi, jazz ed elettronica, per descrivere, con una musica ricca di grande forza emotiva, la confusione mentale dei protagonisti e l’accumularsi delle tante catastrofiche storie parallele. Imponente lo spettacolo di Alvis Hermanis, applauditissimo a Salisburgo con cui la Scala l’ha coprodotto, dall’impatto molto forte per le immagini, le simbologie e l’umana degradazione. Torna Laura Aikin in un cast da sogno, in cui c'è anche il ritorno di Gabriela Beňačková