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Una storia centenaria

Nel 1911, a Parigi, l’antiquario Sambon metteva all’asta un lotto di cimeli di straordinario valore concernenti la musica e il teatro. In America, il magnate John Pierpont Morgan tentava di annetterli alle proprie collezioni, per istituire un museo teatrale presso il Metropolitan Opera di New York; in Italia si creava  un gruppo coraggioso, sostenuto dal Governo e da Vittorio  Emanuele III.
I maggiori esponenti della borghesia milanese e i protagonisti del mondo musicale (il duca Uberto Visconti di Modrone presidente del Teatro alla Scala, Giacomo Puccini, Umberto Giordano, Arrigo Boito, Ettore Modigliani, il tenore Enrico Caruso, gli editori Ricordi e Sonzogno), diedero battaglia e alla fine vinsero. Quel primo lotto segnò la nascita del Museo Teatrale alla Scala, che aprì le porte per la prima volta nel 1913, centotré anni fa.
Nel tempo le collezioni si sono accresciute e la raccolta, così incrementata, ha assunto un valore inestimabile.
La struttura espositiva è una moderna istituzione che accoglie ogni anno 250 mila visitatori, ed è anche un’accogliente casa per i documenti, le testimonianze, gli oggetti, i quadri e le sculture che, nel loro insieme, danno ricetto alla magia effimera della vita teatrale. Custoditi per cent’anni, gli antichi ricordi tornano a vivere, a incantare e a interrogare.

 

Al Museo è annessa la Biblioteca, fondata nella sua conformazione attuale con i 40.000 volumi donati dall'autore e critico del Corriere della Sera Renato Simoni nel 1952, che volle fosse dedicata a sua madre Livia, continuamente arricchita e aggiornata.